Avatarium
The Girl With The Raven Mask

2015, Nuclear Blast
Doom

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 22/10/15

La Svezia si sa è un posto piccolo, un paese fra i meno densamente popolati al mondo, con tanti musicisti che si conoscono e si incontrano nei pub e nei locali di Stoccolma e Goteborg. Accade regolarmente anche a personaggi come Leif Edling e Mike Akerfeldt, due nomi che incutono rispetto soltanto a nominarli: tu ed io dovremmo fare qualcosa assieme, dice il leader degli Opeth ma è un po' una frase fatta, perché la porge a tutti quelli che incontra. Passa qualche mese e i due si ritrovano, il bassista dei Candlemass si è dato da fare e ha molti pezzi già pronti ma non c'è spazio per una collaborazione, gli Opeth stanno lavorando alacremente per diventare una delle metal prog band più famose al mondo; Edling non si perde d'animo e tira dritto per la sua strada, consapevole di avere fra le mani materiale valido come non accadeva da anni, recluta vari membri fra i quali Markus Jidell degli Evergrey e inizia le audizioni per il vocalist. Ne prova tanti, a decine ma no, qualcosa non va, ci vuole qualcosa di diverso, che si sposi col jazz e col blues, perché la musica degli Avatarium viene da lontano e ha una magia particolare. Perché non proviamo con la mia fidanzata, dice Jidell, ed ecco che tocca a Jennie Ann Smith, che di Jidell diventerà poi la moglie. Non è una cantante come le altre, non una diva finto gotica, ma un talento naturale e multiforme, capace di emozionare come pochi sanno fare al giorno d'oggi.

Con il progetto Avatarium Leif Edling mette in standby i Candlemass per intraprendere un percorso inedito ma perfettamente in continuità col suo passato: la nuova bestia di Leif Edling si nutre di atmosfere fredde e lugubri, dei colori neri Mare del Nord e del noir svedese contemporaneo che sembra rivivere nell'inquietante video della title track. "The Girl With The Raven Mask" prosegue il lavoro iniziato col disco di debutto virando ancora di più verso le sonorità vintage ma non stiamo parlando di uno sterile reprise, e neppure di uno di quei revival occult rock a base di cerone e candele. Il doom dei Candlemass con le sue tonalità solenni è un filo sottile che lega ancora tutti quanti i pezzi, lunghi e maestosi, di "The Girl With The Raven Mask", ma l'attenzione è rivolta verso le atmosfere seventies più rarefatte, fatte di psichedelia e freddi mantelli di hammond che avvolgono in un abbraccio reso ancora più affascinante dalla voce eterea e versatile di Jennie Ann Smith. Un talento quello della bionda svedese che non sempre trova adeguato supporto strumentale, o meglio, i cinque svedesi hanno optato per un songwriting ruggente ma essenziale, e non osiamo tuttavia immaginare cosa sarebbe potuto uscire soltanto con un approccio più eclettico, magari a firma Akerfeldt.
 
Avatarium è una fortunata revisitazione del grande mito scandinavo, una plumbea rappresentazione della Svezia contemporanea che sarebbe piaciuta anche a Quorthon.  Perché se chiudete gli occhi, è da quelle parti che Leif Edling e i suoi Avatarium sono diretti. Se siete alla disperata ricerca di una colonna sonora per i vostri pomeriggi autunnali, potete fermarvi qui.




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