Sound Storm
Vertigo

2016, Rockshots
Power Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 11/02/17

Di “Vertigo”, ultima fatica dei torinesi Sound Storm, se ne è parlato ampiamente, anche ben prima della sua uscita, grazie soprattutto all’ottima operazione di integrazione tra diversi media. Un concept album che fa anche da colonna sonora ad una webseries, tanta atmosfera e voglia di mettere in mostra un power metal sinfonico che, una volta tanto, non si faccia strangolare dai ristretti limiti del genere. Lasciando da parte paragoni scomodi ed un po’ inutili con i Rhapsody e Luca Turilli, i ragazzi piemontesi riescono a portare un po’ di aria nuova. Che questo avvenga per merito dello stretto legame tra musica ed immagini dei web episodi o per l’ottima capacità di scrittura poco conta. Quello che veramente interessa è il buon risultato ottenuto.

I nuovi arrivi rispetto al precedente “Immortalia” - Alessandro Bissa (ex Labÿrinth, ex Mastercastle, Ex Vision Divine) alla batteria, Rocco Mirarchi alla chitarra Elena Crolle (MaterDea) alle tastiere e Fabio Privitera (Aeternal Seprium) alla voce – non fanno assolutamente rimpiangere la precedente formazione, soprattutto Privitera, capace di donare un’interpretazione oscura e sofferta. Visto che i brani sono stati già ampiamente descritti nell’ottimo track by track da tempo presente su SpazioRock, è bene andare a toccare altri aspetti dell’album. Dell’ottimo lavoro di Privitera si è già parlato. Un altro punto fermo di “Vertigo” sono le tastiere di Elena Crolle, vero elemento portante di quasi tutte le composizioni, capaci, al pari della voce di Privitera, di far precipitare l’ascoltatore nel mondo oscuro e malinconico dove è ambientata la storia di “Vertigo”. I Sound Storm non cercano di strafare, di arricchire fino alla nausea ogni singolo brano, dove il caos di strumenti e voci non permette di cogliere pienamente la bellezza delle singole componenti, ma al contrario preferiscono giocare sulle atmosfere raffinate, sui crescendo che traboccano di sensazioni struggenti. La crescita, rispetto a “Immortalia”, è ben evidente, sia per le orchestrazioni che per le componenti progressive. La maturazione della band prosegue nella giusta direzione e solo piccolissimi intoppi non permettono di gridare al capolavoro. Giusto alcune incertezze di scrittura che sfociano in eccessiva prolissità e ripetitività in alcuni brani, o la presenza di due intermezzi strumentali come "Spiral" e "Alice" che sembrano molto fini a se stessi, soprattutto la seconda, più studiati nell’ottica di colonna sonora della webseries ma che nella tracklist spezzano un po’ troppo violentemente la sequenza dei brani. Piccolezze, che non vanno però a guastare l’ottima sensazione che l’album riesce a trasmettere nella sua interezza. Con tracce come "Original Sin" (teatrale alla Savatage, vero fiore all’occhiello di tutto il lotto), "The Last Breath" (anima sfaccettata impreziosita dal pianoforte di Elena Crolle) o Forsaken (prog e metal tedesco) è impossibile non rimanere soddisfatti.

È un vero piacere poter ascoltare una volta tanto un full-length di metal sinfonico non insopportabilmente stracarico e che non annoia sulla lunga distanza. I meriti dei Sound Storm sono perfettamente visibili – ed ascoltabili – e non si può che augurarsi di poter ascoltare altri album della fattura di “Vertigo”.



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