SkeleToon
Ticking Clock

2017, Revalve Records
Power Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 06/03/17

Piccoli nerd crescono. Questo è sicuramente il caso degli SkeleToon, alfieri italiani del nerd metal, loro personale espressione dell’happy metal di scuola teutonica. È passato solo un anno dal loro debutto “The Curse of the Avenger” – sempre per la Revalve Records -, ma i nostri cinque nerd sono nuovamente pronti a portare risate e festa nelle case di tutti i loro ascoltatori.

Ticking Clock”, rispetto al disco di esordio, si presenta con due differenze sostanziali. Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un concept album, dove possiamo assistere alla lunga notte tempestosa passata dal piccolo Timmy tra Sogni ed Incubi. Progetto interessante, che di certo ci mostra una band evoluta rispetto al “Manuale del Piccolo Nerd” che caratterizzava il full-length di debutto. Altra differenza, vista anche l’ambientazione non propriamente solare, l’happy metal di “Ticking Clock” si vena in alcuni momenti di una maggiore oscurità – come in "Drowning Sleep", per esempio – anche se, alla fine, la positività del cammino di Timmy e della musica degli SkeleToon ritrova il proprio posto centrale. Come per il debutto, anche in questo caso abbiamo diversi ospiti, da Jonne Järvelä (Korpiklaani) a Jens Ludwig (Edguy), passando per i non meno rinomati Piet Sielck (Iron Savior) e Guido Benedetti (Trick Or Treat). Piacevoli contributi che non distolgono comunque l’attenzione dalla portata principale, ovvero l’esecuzione della band. Il combo italiano è ben affiatato, si diverte e fa divertire. I modelli a cui gli SkeleToon guardano rimangono immutati rispetto a “The Curse of the Avenger”: Helloween, Helloween ed ancora Helloween, senza però dimenticare anche altre filiazioni, più o meno dirette sempre di ambito teutonico. D'altronde, visto che la band era nata per suonare cover del gruppo di Amburgo, non ci si stupisce più di tanto di trovare queste influenze ben radicate. I brani non sono comunque delle copie spudorate, ma vivono una loro identità autonoma. La capacità di scrittura degli SkeleToon è di buon livello. Tomi Fooler (voce), con il contributo di Guido Benedetti, riesce a dare vita a un album vario, ben scritto e coinvolgente, però ascoltando le singole tracce spesso affiora qualcosa di già sentito, rovinando così il piacere di gustarsi un prodotto nuovo ed innovativo. Come si diceva, la band suona molto unita, macina brano dopo brano, aumentando, e di molto, la velocità quando serve, risultando spesso quasi dei Dragonforce un poco più lenti. Se il livello delle composizioni risulta sempre di alto livello, quello che stona un poco è l’inserimento di due lenti. Se ‘Watch Over Me’ comunque appare ben integrato nel discorso generale del concept, donando un momento di respiro e di atmosfera, la vera nota stridente è "Falling Into Darkness". Seppur ben scritta, sembra quasi un riempitivo di breve durata inserita solo allo scopo di preparare il campo per la lunga – poco meno di 11 minuti – coda finale di "Awakening". Tanto più che momenti dove l’ugola di Fooler può in parte riposare ed in parte mettere in mostra altre capacità di cui è dotato che non siano le sole note alte vi sono eccome: "Drowning Sleep", con il suo mood crepuscolare; la già citata "Awakening", un sali e scendi di emozioni, strutturata in diverse sezioni ognuna con la propria identità ma perfettamente amalgamate; in alcuni passaggi anche la title track. Fooler e Benedetti non si sono affatto rifugiati in un’unica struttura fotocopia per i brani, pensando invece di donare quanta più diversità possibile, anche quando la velocità elevata delle canzoni rischia di appiattire il tutto. Un’ottima dimostrazione di maturità compositiva e di una visione d’insieme pregevole.

Gli SkeleToon si presentano al durissimo banco di prova del secondo album della loro carriera, confermando appieno quanto di buono si era già potuto ascoltare sul debutto, ed in più aggiungono alcuni elementi che permettono di dare vita ad un album che farà la gioia dei fan più accaniti del power metal teutonico ma che andrà a riscuotere i favori anche delle altre frange dei fan grazie ad un’ottima esecuzione e ad una azzeccata proposta musicale.



01. Dreamland
02. Drowning Sleep
03. Night Ain't Over
04. Watch Over Me
05. Chasing Time
06. Ticking Clock
07. Mooncry
08. Falling Into Darkness
09. Awakening

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