Scorpions
Return To Forever

2015, Sony Music
Hard Rock

Gli Scorpions continuano a fare quello che meglio san fare. Salutate il Re.
Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 23/02/15

Che “A Sting In The Tail” non sarebbe stato il definitivo canto del cigno per gli Scorpions era palese da un po’, almeno dal 2012, a suo tempo fissato come ultimo anno di attività per la band di Hannover. Si sa però come vanno le cose, il contagioso entusiasmo dei fans e i buoni riscontri del botteghino portano sempre a miti consigli e il fatidico “scusate, ci eravamo sbagliati“, diviene ancora una volta la più classica delle scuse per le bands prossime alla pensione ma che proprio non vogliono saperne di appendere gli strumenti al chiodo. Che i tedeschi si ripresentassero al grande pubblico con un disco nuovo di zecca però, smentendo quindi le dichiarazioni di un imminente scioglimento dopo il “neverending tour” iniziato nel lontano 2009, se lo aspettavano davvero in pochi.

“Return To Forever” è l’ingombrante titolo della release numero venticinque e un modo geometricamente perfetto per celebrare i cinquant’anni di attività: ancora una volta le attese sono state mantenute e il godimento per i die hard fans è più che assicurato. Giusto per far dormire a tutti sonni tranquilli, possiamo dire che “Return To Forever” rievoca la formula magica che ha portato gli Scorpioni sul tetto del mondo nei gloriosi anni ’80 grazie a pezzi come “Rock You Like A Hurricane”, con strofa melodica e ritornello di quelli che ti acchiappano per non mollarti più, elementi cardine di una formula a effetto garantita ma non esente da toni autocelebrativi. Non è comunque il momento delle recriminazioni: “Going Out With A Bang”, “We Built This City” e “Rock My Car” sono quello che ci vuole per scaldare il motore del gruppo e i cuori del pubblico. Se parliamo di ballads poi gli Scorpions giocano letteralmente in casa, ed ecco dunque “House Of Cards”: un titolo che di questi tempi sembra proprio essere baciato dalla fortuna, e che qui prende la forma di una sontuosa ballad semiacustica fra le più belle scritte dagli Scorpions da parecchi anni a questa parte. Il resto dei brani fa il suo onesto lavoro di copertura con l’eccezione di due piccole gemme, una è “Rock n’ Roll band”, che toglierà di certo il fiato in sede live, mentre “The Scratch” vince la palma di pezzo più atipico del disco con la sua andatura di chiara ispirazione rock n’roll.

“Return To Forever” è un disco godibile al pari del suo predecessore, con due-tre brani che potrebbero diventare potenziali classici col tempo e giusto un paio di episodi totalmente trascurabili. Arrivati a questo punto non si può davvero chiedere di più agli scorpioni, se serviva un pretesto per prolungare il tour e spostare un po’ più l’agognata conclusione di carriera, ben vengano dischi come questo. E che festa sia.




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