Serenity
Lionheart

2017, Napalm Records
Symphonic / Power Metal

Recensione di Riccardo Marchetti - Pubblicata in data: 06/11/17

Nel gennaio 2016 davamo il benvenuto a "Codex Atlanticus", concept costruito sulla figura di Leonardo da Vinci nonché quinto lavoro in studio per i Serenity. A un anno e dieci mesi di distanza, il combo austriaco è già pronta a rilasciare un altro capitolo, sempre incentrato su tematiche storiche ma stavolta dedicato a Riccardo I Plantageneto, re d'Inghilterra nel XII secolo, passato alla storia come Cuor di Leone (Lionheart appunto, ndr.).
 

Nel suo complesso il lavoro si presenta abbastanza carico, i brani sono generalmente solidi e dotati di ossatura possente, anche grazie all'ottimo lavoro svolto al basso da Fabio D'Amore. Il tutto ha un carattere decisamente ammiccante al power, genere verso il quale più volte i nostri avevano già strizzato l'occhio in passato. Le parti ritmiche sono infatti belle corpose e le tracce incalzanti si susseguono una dopo l'altra. I picchi di maggior pathos si registrano per i due singoli, "United" e la title-track, per poi passare alle comunque ben ritmate "Rising High" e "Eternal Victory". Cambiando l'atmosfera, si segnala il duetto "Heaven" dove, ad affiancare Georg Neuhauser dietro al microfono, compare Katja Moslehner, voce melodica dei Faun, e la malinconica chiusura siglata da "The Final Crusade" per la quale invece il cantante è accompagnato da Federica Lanna, frontwoman degli Sleeping Romance. Tutte le voci presenti nel lavoro sono sicuramente dotate di ottima tecnica e l'incisione pulita ne garantisce la fruizione da parte dell'ascoltatore. Nonostante i già citati elementi power, il gruppo non tradisce la sua tradizionale indole sinfonica. C'è da dire che stavolta le orchestrazioni non sono così preponderanti come in passato, arricchendo timidamende il sound senza però esplodere come ci si augurerebbe.

 

Pur restando un prodotto godibile, nonché scorrevole, l'insieme delle tredici canzoni rimane probabilmente un po' schiavo di se stesso, osa poco per farla in breve. Innegabilmente in alcuni passaggi (vedasi l'attacco di "Hero") la composizione spinge a dovere, risultando energica, sebbene maggiore varietà avrebbe assicurato un risultato più durevole. Insomma incisione ed esecuzione ottimali ma la band a tratti pare aver lasciato il coraggio a Gerusalemme piuttosto che schierarlo in studio. Volendo fare i pignoli, da un soggetto come il prescelto ci si poteva aspettare qualcosina in più a livello lirico, soprattutto trattandosi di un concept. Tirando le fila del tutto, la nuova crociata dei Serenity si limita ad essere un piacevole passatempo. Rimane dell'amaro in bocca per la mancanza di un'atmosfera più ricca, in grado di avvolgerci per intero e impegnarci di più.





01.Deus Lo Vult
02.United
03.Lionheart
04.hero
05.Rising High
06.Heaven
07.King's Landing
08.Eternal Victory
09.Standi And Faight
10.The Fortress (Of Blood And Sand)
11.Empire
12.My Fantasy
13.The Final Crusade

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