Crohm
Legend And Prophecy

2015, Autoproduzione
Heavy Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 04/07/15

I ricorsi della storia. I Crohm hanno visto la luce ben trenta anni fa, nell’autunno del 1985, in occasione di un concerto per la raccolta di fondi da devolvere in aiuto della popolazione di Città del Messico, devastata da un fortissimo terremoto. Nel 2015 la band valdostana dà alle stampe il primo album della propria carriera, “Legend And Prophecy”, il cui ricavato verrà devoluto per aiutare i cittadini nepalesi, anche in questo caso colpiti da un terremoto capace di portare morte e distruzione. Nel lasso di tempo intercorso tra i due sismi, la band ha suonato diverse date dal vivo (1985-1987), si è sciolta (1988-2013) ed infine si è riunita per suonare nuovamente dal vivo (2014-2015).

Vista l’età dei musicisti coinvolti, “Legend And Prophecy” suona né più né meno come un album di sano heavy metal di tre decadi fa, ed in un periodo come quello che stiamo attualmente vivendo, dove la musica datata sta tornando prepotentemente alla ribalta, questo è decisamente un bene, tanto più che i Crohm, quell’epoca che ha visto il fiorire di band come Iron Maiden, Judas Priest, Metallica e Megadeth e via dicendo l’hanno vissuta in prima persona e non solo per sentito dire. L’album vive la propria esistenza tra brani veloci caratterizzati da riff serrati (“Kamikaze”, “A Long Day Has Begun”, “Town After Town” e “Quake”) ed altri più tranquilli. New wave of british heavy metal, thrash e classic heavy metal vanno a comporre lo spettro sonoro proposto dai nove brani. Ad innovare leggermente rispetto ai classici ci pensano gli strumenti folk, come l’arpa all’inizio di “Legend And Prophecy” o la versione heavy folk di “Mountains” presente a conclusione dell’album, dove fanno la loro comparsa arpa, violino, violoncello e flauto.

Se sul versante tecnico non vi è nulla da eccepire, per quanto riguarda la scrittura dei brani purtroppo il discorso è molto più complesso. Andare a guardare ai classici non vuol dire necessariamente saccheggiare a piene mani e riciclare. In questo “Legend And Prophecy” la sudditanza verso i modelli più famosi è tale che di originale vi è ben poco. Le band citate nel paragrafo precedente vengono sistematicamente riprese ed inserite nei singoli brani. I prestiti da canzoni già entrate a far parte della storia del metal sono troppo evidenti per riuscire a godersi l’album guardandolo come un’opera originale (“One” dei Metallica e “Mountains” dei Crohm sono parenti strettissimi tanto che si potrebbe ravvisare il reato di incesto). Del buono vi è comunque in questo album, il gusto espresso nella versione heavy folk di “Mountains” lascia intravedere una personalità della band ben definita che purtroppo sparisce quasi completamente nelle altre composizioni.

Per una band che si definisce il primo gruppo heavy metal della Val d’Aosta, l’esordio con “Legend And Prophecy” lascia veramente con l’amaro in bocca. Se sul versante live i Crohm hanno sicuramente molto da dire, per energia, presenza sul palco e tecnica, il loro esordio su disco è decisamente da dimenticare.




01. Kamikaze
02. Every Night
03. Mountains
04. A Long Day Has Begun
05. Town After Town
06. Eternal Peace
07. Legend And Prophecy
08. Quake
09. Mountains (Heavy Folk Version)

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