Nad Sylvan
Courting The Widow

2015, Inside Out
Progressive Rock

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 19/10/15

Classe 1959, americano di nascita ma svedese di adozione, Nad Sylvan è un vocalist di comprovata esperienza che ha provato per anni a farsi un nome nel fitto sottobosco del progressive rock. Di lui in verità non si sa moltissimo, se escludiamo il progetto Unifaun, che tanto successo aveva riscosso fra i fans dei primi Genesis, ma soprattutto la collaborazione con Steve Hackett per "Genesis Revisited". Il suo stile ispirato al Gabriel prima maniera lo rende perfetto per questo tipo di operazioni, come abbiamo potuto ammirare nella recente data italiana del chitarrista londinese.

Nad Sylvan decide tuttavia di staccarsi per un attimo dal carrozzone Genesis per dare vita a un’opera a sua firma, dall’affascinante titolo di “Courting The Widow”, un concept album dalle ambientazioni tardo gotiche senz'altro affascinante nelle premesse, ma che nel suo sviluppo presenta non pochi lati oscuri. Il singer svedese mostra una certa abilità nella scelta dei suoni e degli strumenti, il mellotron ad esempio, elemento centrale di tutto il processo compositivo, tale da ricreare il mosaico sonoro che fece la fortuna dei primi Genesis. Manca tuttavia quel guizzo di imprevedibilità ed eclettismo che deve caratterizzare ogni disco prog che si rispetti. Il disco si trascina senza particolari slanci nel suo taglio marcatamente romantico/lirico, e poco spazio è stato lasciato agli inserti strumentali. Sarebbe stato lecito aspettarsi in una situazione del genere un guizzo, un gioco di contrasti, ma a conti fatti “Courting The Widow” suona è privo di sussulti emotivi, nonostante gli accorgimenti di cui parlavamo. Lo stile vocale di Sylvan affascina senz’altro per la sua somiglianza con il primo Gabriel, senza tuttavia eguagliarlo in termini di profondità. Peccato perché l’idea di un concept gotico poteva senz’altro essere sfruttata meglio, magari dedicando maggior spazio ai musicisti presenti (citiamo a caso Nick Di Virgilio e Nick Beggs). Non passano certo inosservati i ventidue minuti di "To Turn The Other Side", così come il cameo di Steve Hackett nella conclusiva "Long Slow Crash Landing", senza dubbio il momento più interessante del disco, ma che non impediscono a "Courting The Widow" di suonare ben più ostico di quel che è realmente.

Nad Sylvan è un personaggio che può vantare doti ormai rare come talento e preparazione e per questo meritava di presentarsi al pubblico con un prodotto di ben altro livello. In sede di intervista Nad ha confessato di non avere mai avuto il coraggio di chiedere a Steve Hackett di collaborare a un intero disco di inediti, ma se il chitarrista in tutti questi anni ha scelto di utilizzarlo come vocalist nel progetto Genesis Revisited, e solo in questo, un motivo deve pur esserci, e non è difficile scoprire quale.




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