Treat
Coup De Grace

2010, Frontiers Records
Melodic Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 21/03/10

25 anni fa, gli svedesi Treat diedero alle stampe il loro album d’esordio “Scratch And Bite”. Dopo altri 5 album ed un greatest hits, arriva oggi questo “Coup De Grace” che, a detta di Anders Wikström, chitarrista e principale compositore della band, è il lavoro che i Nostri avrebbero da tempo voluto comporre, nonostante i mezzi adeguati per realizzarlo siano sempre mancati.

Oggi, questi svedesi realizzano il loro sogno ed aprono un passaggio diretto verso i ruggenti anni dell’hair rock più ‘80s, una sensazione palese e fulminante sin dall’iniziale “The War Is Over” (brano preceduto dalla pregevole introduzione sinfonica “Prelude: Coup De Grace”, in cui, sui movimenti dell'epica orchestra, vengono innestati numerosi discorsi dei vari presidenti USA sulle varie guerre attraversate dal continente americano), oppure nel ritornello concitato di “Papertiger”.


Una cosa, tuttavia, emerge in maniera altrettanto chiara scorrendo la tracklist di questo lavoro: non ci troviamo esattamente davanti al classico album di rock melodico dove sono l’amore ed i buoni sentimenti a farla da padroni. Ci sono sì numerosi episodi romantici (le semi-ballad “A Life To Die For” e “We Owe The Night”, che sanno di già sentito, pur risultando gradevoli all’ascolto), ma anche innesti epici con interessanti arabeschi sullo sfondo (“Skies Of Mongolia”), mood vagamente e deliziosamente oscuri (“I’m Not Runnin”) e sferzate di puro rock’n’roll con hammond scatenati a donare quel giusto tocco ‘70s al pezzo (“Tangeld Up”, “Heaven Can Wait”).

Purtroppo, se c’è un unico difetto da imputare a questi ragazzi è il fatto che nessuna canzone di questo cd spicca realmente: nessuna di queste tracce, difatti, si può esattamente dire meglio riuscita delle altre. Il livello è costantemente buono, ma la linea emozionale è piuttosto piatta. Il risultato è quel senso di “con un poco di più, si sarebbe arrivati davvero lontano” che rovina inesorabilmente un lavoro dall’altissimo potenziale.

Tuttavia, la prestazione della band in generale, nonché quel forte senso di appartenenza al melodic rock ‘80s, fanno sì che questo lavoro non si possa frettolosamente ignorare: concedete quindi una possibilità ai Treat, poiché potrebbero piacervi realmente - soprattutto se siete piuttosto a digiuno di sonorità di questo tipo.


Per gli ascoltatori più avvezzi e smaliziati di melodic rock, invece… Beh, la vedo piuttosto dura sul fatto che vi porterete questo disco nel cuore a lungo… E questo, spiace davvero dirlo, nonostante i 25 anni durante i quali questa opera pare sia rimasta in seno alla band, nonché la carriera tutt’altro che ignorabile intrapresa dai Treat nella loro Svezia.





01. Prelude: Coup De Grace
02. The War Is Over
03. All In
04. Papertiger
05. Roar
06. A Life To Die For
07. Tangled Up
08. Skies Of Mongolia
09. Heaven Can Wait
10. I’m Not Runnin’
11. No Way Without You
12. We Owe The Night
13. All For Love
14. Breathless

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