Mob Rules
Radical Peace

2009, AFM Records
Power Metal

Recensione di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 23/11/09

Come prima cosa, vorrei confessare che, quando mi capita di ascoltare power metal, rimango sempre un po' scettica e sospettosa, quasi avessi paura che le caratteristiche del genere mi possano far desistere dall'ascolto. Non si può certo negare, concedetemelo, che il genere sia decisamente uno dei più inflazionati e stereotipati e che da un bel po' di tempo non proponga nulla di innovativo, continuando a vivere della fama raggiunta dai grandi gruppi come i Sonata Arctica od i Kamelot.


E' bello anche venire smentiti in modo convincente da un gruppo piuttosto noto nell'ambiente, i tedeschi Mob Rules, giunti al loro settimo full length. "Radical Peace" rappresenta uno sforzo notevole, già iniziato negli ultimi album dalla band tedesca, di uscire dai canoni del power metal, per ricercare anche elementi diversi dalla batteria dalla doppia cassa invadente, da riff veloci e cantanti perennemente sugli acuti. Non è stato un processo immediato, ma questo disco si può definire un risultato di tutto rispetto.


La prima traccia "Children Of The Flames" è accattivante, solenne e maestosa, ben ritmata e ricorda in modo piuttosto evidente le sonorità di "The Black Halo" dei Kamelot. Una scelta piuttosto astuta iniziare con una traccia più orecchiabile e più immediata. Quest' immediatezza verrà ripresa anche da "Warchild", ottimo brano lento, con degli ottimi cori adatti anche ad un contesto live, e dalla canzone di chiusura, "The Glance Of Fame".
"Astral Hand" si apre con un arpeggio decisamente dalle influenze vagamente folk, per poi virare verso atmosfere più epiche e sostenute. Uno dei brani migliori, caratterizzato da una buona intensità e da un bellissimo intermezzo di tastiere; non a caso è stato scelto come singolo.
Si giunge poi alla lunga suite, di ben diciotto minuti, "The Oswald File", dedicata all'assassinio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy e sul presunto assassino, Lee Harvey Oswald. In questo brano, i Mob Rules mostrano la loro creatività e la loro voglia di andare al di fuori del power metal, senza fallire nel loro intento, ma presentando un brano vario, ben congegnato, che spazia tra il progressive, l'epic ed il power metal. A tutto questo, si aggiungono anche dei piccoli intermezzi nei quali vengono riportate alla luce vecchie registrazioni di cronache di quel tragico giorno. Inoltre, in apertura, si può sentire la voce del presidente Kennedy nel famosissimo discorso del 1963 nel quale venne pronunciata la famosa frase "Ich bin ein Berliner". Infine, il brano "Waiting For The Sun" non ha bisogno di ulteriori spiegazioni e commenti, in quanto rientra perfettamente nei canoni del power metal.


A tutto questo, però, non può mancare una doverosa osservazione circa il cantante dei Mob Rules, Klaus Dirks, il vero anello debole di questo buon lavoro. Il cantante, infatti, manca di varietà e di pathos e, giocando troppo sugli acuti, risulta piuttosto freddo e monocorde, penalizzando quanto di buono fatto dai musicisti.


In buona sostanza, questo "Radical Peace" è un ottimo sforzo per spezzare dal solito power metal di matrice teutonica. Un lavoro che non annoierà facilmente e che necessiterà qualche ascolto per essere assimilato al meglio.





01. Children Of The Flames
02. Trial By Fire
03. Warchild
04. Astral Hand
05. The Oswald File (Ethnolution Part II - A Matter Of Unnecessary Doubt)
06. Waiting For The Sun
07. The Glance Of Fame

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]

Recensione
Nad Sylvan - Spiritus Mundi

Intervista
Stranger Vision: Ivan Adami, Riccardo Toni

Speciale
Le Easter Egg del rock e del metal

Recensione
Godspeed You! Black Emperor - G_dís Pee AT STATEíS END!