Edguy
Fucking With Fire Live

2009, Nuclear Blast
Power Metal

Gli Edguy non si fermano più e registrano in Brasile un nuovo live
Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 30/06/09

E’ passato molto tempo dal giorno in cui gli Edguy stupirono il mondo del metal melodico con “Vain Glory Opera”. Erano ancora ragazzini alle prime armi e raggiunsero il successo bruciando tutte le tappe, inanellando una serie di dischi il cui fascino è tutt’ora inattaccabile, anche se il cambio di rotta successivo al pezzo da novanta, “Hellfire Club”, ha abbassato notevolmente le quotazioni del gruppo. Paradossale forse, ma è proprio il disco che presagisce al tour di questo live album, “Rocket Ride” (2006), quello della discordia, all’interno del quale il genere che li ha condotti dove sono ora, il caro power metal, sparisce quasi totalmente per far posto ad un hard rock metallico che definire “inerme” è il minimo che si possa fare. Il passo successivo, “Tinnitus Sanctus” (2008), non ha fatto altro che confermare la brusca virata ma questo è un argomento che andremo ad affrontare nella recensione dell’eventuale prossimo studio album, ora ci occuperemo del periodo 2006-2008, del tour mondiale di “Rocket Ride” e in particolar modo della tappa di Sao Paulo, Brasile.


DOUBLE CD


Nuclear Blast ha pensato bene, noncurante della crisi che ha colpito con forza il mondo del mercato discografico, di puntare sul gruppo di Tobias Sammet rilasciando un prodotto (DVD + doppio CD) che, per quanto all’avanguardia, nasce vecchio, e capirete il motivo che mi induce a tale pungente considerazione leggendo l’analisi relativa al supporto ottico. Partiamo dunque dal prodotto meno ambito e, tutto sommato, meno interessante.
Il doppio cd raccoglie quindici tracce sviluppando un periodo discografico che va dal 1998 al 2006, cancellando di fatto i primi 2 dischi (“Savage Poetry” e “Kingdom Of Madness”) e focalizzando l’attenzione sugli ultimi due (vi ricordo che “Tinnitus Sanctus” non era ancora stato pubblicato).
In ordine cronologico sono presenti: due pezzi da “Vain Glory Opera”, due da “Theater of Salvation”, uno da “Mandrake”, quattro da “Hellfire Club” (intro compresa), cinque da “Rocket Ride” e uno estratto dal progetto parallelo del frontman tedesco, “Avantasia”. A titolo puramente informativo,  comunico che durante il concerto è stato suonato anche un lungo assolo di batteria di Felix Bohnke inerente la “Marcia Imperiale” di Star Wars, non inserito in scaletta onde evitare la violazione dei diritti d’autore.
Nonostante l’ottima produzione di cui gode il doppio compact disc, i dubbi sulla sua buona riuscita provengono da una scaletta insufficiente se pensiamo alla quantità di cavalli di battaglia esclusi a favore brani meno influenti, e da una prova un po’ opaca di Tobias Sammet, in grandissima difficoltà quando si è trattato di andare a cercare le note più acute. Meglio sulle note più gravi e in generale sulle ballate.


DVD


Il piatto forte è rappresentato senza dubbio dal DVD. Come vi accennavo poc’anzi, il prodotto nasce vecchio per una serie di motivi appuntabili al gruppo e alle nuove forme di intrattenimento audio/video, leggasi “Blu Ray”. Fortunatamente il formato è in 16/9, rabbrividisco ancora al pensiero dei 4/3 dei recenti dvd di Gamma Ray e Saga, e la qualità audio è sfruttabile con un home cinema 5.1. Le riprese non sono eccezionali, nemmeno gli stacchi su gruppo e folla, il video sgrana ad oltranza ma è sufficiente per cogliere i momenti salienti del concerto al quale ha presenziato un pubblico che si aggira attorno alle venti mila unità (dato riportato sul libretto informativo, io dico che non sono più di 10 mila).
Fa impressione l’introduzione; gli Edguy raggiungono il luogo dello show con un elicottero nero griffato, un po’ come gli Iron Maiden del “Rock In Rio”, poi le immagini di un paio di minuti nei camerini per respirare la tensione del gruppo e infine l’enorme palcoscenico con l’usuale saluto del “Welcome To The Freak Show” prima dell’opener “Catch Of The Century”. Spezzata l’ansia da prestazione, gli Edguy si divertono al cospetto di un pubblico innamorato pazzo, e possiamo già dare una “mezza risposta” alla prova incolore di Tobias Sammet: corre, si arrampica, incita, si agita e corre come un forsennato, impossibile concentrarsi esclusivamente sul microfono. “Sacrifice” è l’unico pezzo forte di Rocket Ride, qui riproposto fedelmente, “Babylon” è accolta con un’ovazione, poi Toby da il via al consueto giochetto vocale coi presenti che vengono paragonati, a un certo punto, ai trecento di un piccolo locale in Belgio. Ma è quando il cantante nomina l’Argentina che i fan, mossi da un profondo orgoglio, si scatenano. Bene, anzi benissimo “Land Of The Miracle” e “Save Me”, i due lenti, piuttosto male invece “Vain Glory Opera” e “Out Of Control” nelle quali il cantante scende costantemente di tono sciupando le versioni originali.


Scopriremo con un documentario della durata di 57 minuti che intro e prima traccia sono state risuonate alla fine del concerto (a dire il vero con poco entusiasmo da parte di una band esausta) a causa un guasto temporaneo che è andato a rovinare le registrazioni dei primi minuti. Avremo modo di capire, durante le interviste, che “Vain Glory Opera” e “King Of Fools sono per gli Edguy la “The Final Countdown” degli Europe e la “Smoke On The Water” dei Deep Purple e, con mio sommo rammarico, sentiremo Tobias Sammet lamentarsi di Babylon e di Mysteria: due brani che se fosse per lui taglierebbe di netto dalla scaletta. Testuali parole: “non mi va più di dover grugnire come un maiale”. Chiudono quattro videoclip dei singoli più recenti.


IL RESPONSO


Fucking With Fire” non è uno di quei live che rimarrà sulla bocca degli appassionati per troppo tempo. Sono contento per gli Edguy che, allo stato attuale, possono ancora permettersi di pubblicare un prodotto appetibile per i fan sparsi in tutto il globo ma, onestamente, si può fare meglio anche senza le grandi risorse su cui un tempo si poteva contare. E poi, lasciatemelo dire, oggi ha più senso concentrare sforzi, spese ed energie sull’imminente DVD di “Avantasia”: fate vostra la release degli Edguy soltanto se siete estimatori del nuovo corso perché del grande passato, a parte qualche raro e obbligato caso, non v’è traccia.





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