Trick Or Treat
Tin Soldiers

2009, Valery Records
Power Metal

Supermarket Trick Or Treat: dalle gustose caramelle ai soldatini giocattolo. Bentornati.
Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 09/06/09

Mamma, guarda come sono belli”, esclamò il bambino saltellando dalla gioia. Il coperchio della scatola di legno, aperto con impazienza, fece ammirare una ventina di soldatini di piombo allineati come in una parata. Le uniformi rosso fiammante davano ai piccoli militari un fiero portamento: giacche scarlatte, pantaloni blu scuro, copricapi neri con piume rosse e bianche. Ognuno portava con fierezza il suo fucile. Il bambino li prese uno ad uno e li mise sul tavolo, guardandoli meravigliato. L'ultimo gli sembrò molto curioso: rimaneva perfetta-mente diritto, magnifico come il resto della truppa... ma aveva una gamba sola! Malgrado questo difetto, o forse proprio per questo, aveva uno sguardo più fiero, più audace degli altri. Subito, il ragazzino lo prese in simpatia e divenne il suo soldatino preferito.


La fiaba di Hans Christian Andersen come monito per chi come te, intrepido lettore, deciderà di avventurarsi nel fantastico mondo dei Trick Or Treat, fatto di dolci (“Evil Needs Candy Too”) e ora anche di giocattoli (“Tin Soldiers”). Quando pensi che l’era Helloween sia giunta al termine, quando scopri che i Gamma Ray stanno lentamente regredendo e quando capisci che gli Edguy hanno cambiato genere, spunta a sorpresa il nostro tributo al power metal teutonico, qualche anno fa la migliore cover band di Michael Kiske & Co e oggi una delle pochissime formazioni in grado di sostenere il peso di un’epoca che ha influenzato migliaia e migliaia di ascoltatori. La truppa di Luca Cabri rispolvera il pennello, la tavolozza completa di mille colori acquarello e dipinge il vivace seguito di “Evil Needs Candy Too”, soffermandosi sulle piccole imprecisioni e correggendole una ad una sulla “carta” prima di passare alla fase esecutiva.


Giusto non crogiolarsi sul primo disco, guai a sentirsi arrivati, giusto lavorare pazientemente sul rapporto zucchero/sciroppo di glucosio per tentare di offrirci un prodotto più buono del vecchio “bon bon”. Ce l’avranno fatta? Direi di sì, stiamo parlando di una maturazione professionale che ha tenuto conto di un po’ di tutto: dalla saggia decisione di mantenere fede allo spirito “happy metal” alla rinnovata ispirazione in sede di costruzione dei brani, fino ai grandi miglioramenti in fase di produzione del disco che oggi raggiunge uno status professionale.


Entrare in un negozio di giocattoli non è mai stato così appagante, “A Night In The Toyshop” poi, è il sogno che chiunque ha avuto da ragazzino (e magari anche oggi), ovvero quello di potersi nascondere nel negozio fino alla chiusura e poi passarci la notte giocando e scartando qualsiasi cosa. “Paper Dragon” lancia in orbita i cinque modenesi, un classico up tempo valorizzato dagli “ultrasuoni” del cantante Alle e dallo stesso Luca Cabri, che nella zona centrale commuove per l’assolo di chitarra che più helloweeniano non si può. “Take Your Chance” è il pezzo trainante e che, tra le tante cose, prevede l’ingresso del primo ospite d’eccezione, Michele Luppi, una volta ancora la dimostrazione che in Italia cantante migliore di lui non c’è. Il secondo ospite è una leggenda, l’ex Helloween Michael Kiske, che ha accettato di buon grado la richiesta dei Trick Or Treat e si è misurato con due brani, la rilassata “Hello Moon”, e la stupenda ballata semi-acustica “Tears Against Your Smile”. Poco prima “Loser Song”, e poco dopo “Final Destination”, due pezzi veloci che faranno la felicità dei soliti nostalgici anche se, vuoi per la melodia, vuoi per le linee vocali, è “Freedom” l’up tempo che riporterà alla mente il glorioso “Keeper Of The Seven Keys II”.


I Trick Or Treat regaleranno più di un sorriso a quanti ancora credono nel power metal fatto in un certo modo, uno spiraglio di luce nel buio diffuso degli ultimi anni, un soldatino che riparte col suo fiero portamento verso un futuro, oggi, un po’ più roseo di ieri. Bravi, e brava Valery Records che ha creduto in loro.





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