Lamb Of God
Wrath

2009, Roadrunner Records/Warner
Thrash

Non metterà d'accordo tutti, nel frattempo noi ascoltiamo e godiamo.
Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 05/06/09

Attorno ai Lamb Of God si stringono i più odiosi pregiudizi che i cosiddetti “metalhead” possano concepire. Tralasciando chi ama una band a prescindere, i nostri sono sempre stati giudicati dai più intransigenti con un cattivo occhio, badando più che alla qualità della musica proposta, alla non totale conformità dei nostri ai canoni stilistici del thrash classico. Troppo moderni, troppo mainstream, ormai hanno fatto successo, viaggiano riempiendo arene di tutto il mondo, hanno firmato per una major... Un esercizio di pensiero a dir poco contorto: magari si sostiene una formazioni dagli inizi, poi quando questa raggiunge determinati traguardi in termini di successo/popolarità, la si osserva con sospetto e , appunto, il più delle volte con pregiudizio.

Bene, tutto questo preambolo per dire che chi si lascia sfuggire l'opportunità di ascoltare questo nuovo capitolo degli americani, “Wrath”, per semplici ragioni di “principio”, commette due errori: per prima cosa si priverà di un disco molto ben riuscito, secondariamente dimostrerà scarsa intelligenza e propensione a guardare oltre il proprio orticello. Che poi cosa faranno di tanto strano i Lamb Of God? Suonano un thrash “modernizzato”, seguendo la lezione impartita dai Pantera e del filone post thrash, non inventando nulla, ma riuscendo ad essere personali e convincenti, in un genere per nulla facile da affrontare.

Non li scopriamo di certo oggi i Lamb Of God, arrivati ormai al quinto album, ma è pur vero che il debutto su Roadrunner/Warner deve avere tutto un altro sapore, e la necessità di piazzare un tassello pregiatissimo era essenziale. Missione compiuta! “Wrath” è forse uno dei dischi thrash migliori degli ultimi anni, compatto, preciso, essenziale dove deve esserlo, ma all'occorrenza maggiormente ricercato. Se dovessi spendere un solo aggettivo dire senza dubbio energico. Non c'è un solo istante infatti in cui la coppia di asce Morton/Adler non fa sentire la propria presenza, con un riffing ispirato, che con un occhio guarda ai classici del passato, e con l'altro sorvola i territori sudisti cari alla band, con il consueto carico micidiale di groove. Nessu filler, nessun momento di stanca, grazie anche a un songwriting che non permette di abituarsi a soluzioni già care a ogni thrasher che si rispetti, giocato su cambi di tempo decisi e puntuali, in cui la prova del batterista Chris Adler si eleva allo stato dell'arte. Non solo energia comunque, perché in “Wrath” è ben inserita una dose di melodia che trova spazio in modo discreto tra i micidiali riff, con qualche momento più “intimista”, come nella doppietta iniziale “The Passing/In Your Words” o nell'ottima “Reclamation”.

A mio avviso una promozione a pieni voti, un grande ritorno che promette fuoco e fiamme in sede live (sono attesi tra poco insieme a Mastodon e Metallica), per una band che merita il successo che sta avendo. Non metterà d'accordo tutti, ma non si può avere tutto dalla vita... Nel frattempo noi ascoltiamo e godiamo.



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