Michael Thompson Band
Future Past

2012, Frontiers Records
AOR

Un modo di raccontare uno stile tradizionale con una freschezza e una lucidità uniche...
Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 23/02/12

Neil Diamond, Cher, Joe Cocker, Madonna  e Whitney Houston, e poi ancor Mariah Carey, Michael Jackson, Michael Bublè, Ray Charles, Gloria Estephan e tanti altri ancora. Quello del chitarrista Michael Thompson è un curriculum che farebbe impallidire anche i mostri sacri del rock, una lista di partecipazioni e collaborazioni che farebbe sobbalzare dalla sedia anche l’ascoltatore più sordo. Giù il cappello dunque di fronte a questo chitarrista ancora poco noto al grande pubblico ma autentico punto di riferimento per gli addetti ai lavori. Forse non tutti sanno che il chitarrista newyorkese oltre ad aver contribuito alla produzione di numerosi bestseller del pop americano, ha preso parte alla colonna sonora dei telefilm “Miami Vice” e “Fame”. Tutte queste notizie magari non sconvolgeranno i cuori dei rocker più incalliti, ma è innegabile che ci troviamo di fronte a un professionista di altissimo livello, capace di esportare il proprio talento oltre i confini del genere che meglio lo rappresenta. Oggi a distanza di ben cinque anni dalla sua ultima comparsata Michael Thompson torna a giocare in casa, precisamente sul terreno del rock melodico, con la band che porta il suo nome.

"Future Past" non è il classico lavoro concepito per coprire i tempi morti fra una collaborazione e l’altra, né il consueto manifesto di perfezione formale solitamente confezionato dai session men di grido, o per lo meno non si limita a questo. Quelle poste in apertura, ossia “High Times”,  la sensazionale “Can’t Be Right” e la title-track, sono autentiche gemme di rock melodico, melodie esplosive impreziosite da un Thompson in grande spolvero sulla sei corde. Ciliegina sulla torta è la calda voce di Larry King, astro emergente degli americani Soleil Moon, qui in veste anche di produttore, efficace interprete di melodie ispirate più ai maestri del genere che a certo AOR prettamente radiofonico. A regalare emozioni è soprattutto la title-track con il suo impareggiabile crescendo emotivo, un pezzo piuttosto articolato che sembra quasi confezionato su misura per il timbro arioso del vocalist. La pratica ballad viene liquidata subito dopo con la tutt’altro che banale “When You Love Someone” mentre “Beautiful Mystery” è uno show shuffle che concede un po’ di solarità, e se “Breaking Me Down” non sconvolge per via degli evidenti echi di Alan Parsons, “End Game” è uno strano mid tempo a metà fra il malinconico e il rabbioso. La power ballad “Gipsy Road” regala piacevoli passaggi prima di “Can’t Miss”, la hit più famosa della Michael Thompson Band datata 1988, qui riproposta con un arrangiamento leggermente al passo coi tempi. Non poteva esservi infine chiusura più degna di “Fight For Your Life”, una vibrante ballad corale caratterizzata da un chorus ricco di elettricità e intensi passaggi di chitarra melodica.

Se per gli amanti del rock melodico "Future Past" rappresenta l’ennesima conferma di una grande artista, per tutti gli altri costituirà un’autentica sorpresa, un modo di raccontare uno stile tradizionale con una freschezza e una lucidità ormai prerogativa di pochi. Se pensiamo che Michael Thompson  è stato peraltro insignito della Distinguished Alumni dal Berklee Music College per il contributo dato negli anni all’industria musicale, è sin troppo facile accorgersi che ci troviamo davanti ad un artista fuori dal comune. “Future Past” ne è, se mai ce ne fosse bisogno, l’ulteriore dimostrazione.  




01. High Times
02. Can't be Right
03. Future Past
04. When You Love Someone
05. Here I Am
06. Beautiful Mystery
07. Break Me Down
08. End Game
09. Gypsy Road
10. Can't Miss 2012
11. Fight For Your Life

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