Scorpions
Comeblack

2011, Sony Music
Hard Rock

Gli Scorpions ci ripensano e tornano in studio: ne sarà valsa la pena?
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 13/01/12

Lo scorso aprile avevamo salutato “Sting In The Tail” come l'ultimo regalo che gli Scorpions facevano al mondo della musica prima dell'uscita di scena definitiva dopo quasi quarant'anni di onorata e pluridecorata carriera. Il tour seguito alla pubblicazione dell'album e l'enorme calore dei fan hanno però fatto compiere un inaspettato dietrofront alla band tedesca, che è così tornata in studio per registrare un nuovo disco. Il risultato si concretizza in “Comeblack”, CD dal titolo ironico composto da tredici brani, sette grandi classici tirati a lucido e sei cover che omaggiano i gruppi degli anni '60, come Beatles e Rolling Stones, che hanno ispirato gli Scorpions e permesso loro di inseguire i propri sogni.

La scelta delle canzoni pescate dallo sterminato repertorio di Klaus Meine e soci ricade su alcune delle hit che hanno segnato con un solco indelebile la storia dell'hard rock; troviamo infatti la potenza distruttiva di “Rock You Like A Hurricane”, “Blackout” e “No One Like You”, il passo cadenzato e magnetico di “The Zoo”, le splendide melodie di “Rhythm Of Love” e due rock ballad da brividi come le celebri “Wind Of Change” e “Still Loving You”. Certo, sette tracce in una discografia vasta e di livello altissimo come quella degli Scorpions sono poche ed è impossibile non fare torti a nessuno lasciando fuori questo o quel brano. Quindi, concentrandosi piuttosto su come si presentano i classici ri-registrati di “Comeblack”, notiamo che oltre a suoni più accesi e chitarre un po' più ruggenti incontriamo solo delle versioni fedelissime alle originali, ma suonate dalla formazione teutonica con le strumentazioni dei nostri giorni.

Passando al capitolo “cover”, abbiamo tra le mani sei inediti selezionati tra il repertorio di alcuni degli artisti più influenti per gli scorpioni, ri-arrangiati ed eseguiti ad hoc. Si susseguono “Tainted Love” di Gloria Jones, “Children Of The Revolution” dei T. Rex, “Across The Universe” dei Beatles, “Tin Soldier” degli Small Faces, “All Day And All Of The Night” dei Kinks e “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones: tutte canzoni suonate in modo impeccabile che però difficilmente resteranno indelebilmente impresse nella memoria grazie alle versioni moderne della band tedesca. Buoni pezzi (alcuni più, altri meno), ma niente di trascendentale.

Analizzando “Comeblack” viene da pensare che si tratti di una mera operazione commerciale piuttosto che un ulteriore regalo ai fan degli Scorpions; i fedelissimi troveranno senza dubbio interessante ascoltare i propri beniamini alle prese con delle cover inedite, tutti gli altri avranno probabilmente la stessa sensazione di superfluo derivante dalla discutibile e ridondante pubblicazione. L'album riesce a strappare la sufficienza grazie alla presenza, quantomeno, di materiale nuovo, ma... sarebbe stato così bello se tutto fosse finito veramente con “Sting In The Tail”. Troppo perfetto, forse.



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