Niels Vejlyt
Sthenic

2011, Lion Music
Power Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 13/12/11

Niels Vejlyt è un talentuoso chitarrista danese che, come molti suoi colleghi hanno fatto prima di lui, decide di produrre un cd solista completamente strumentale. Per dovere di cronaca, però, non si possono non citare le numerose collaborazioni del buon Niels, tra le quali spicca quella con gli Infinity Overture. Niels è altresì famoso per essere uno dei più seguiti autori di video didattici sulla chitarra nel web (guardatevi i suoi video su YouTube per farvi un’idea).

Assieme all’ex-Pain of Salvation Kris Gildenlöw al basso, a Jakob Vand alla batteria e Bernardo Fesch al basso su “Die Today” e “Winter”,  Niels dà alla luce “Sthenic”, che in greco significa energia. La vitalità dell’album è palpabile e persistente in modo costante lungo tutta la durata del disco (che consta di otto brani) e sopperisce quasi in maniera eccelsa alla mancanza del cantato. Diciamocelo, non è facile comporre un album completamente strumentale che sappia calamitare l’attenzione di un ascoltatore medio e che lo tenga incollato alle casse e sull’attenti in ogni istante. Possiamo però dire che il Nostro ha compiuto un mezzo miracolo. Non siamo di fronte al solito album shred dove il chitarrista di turno vuole farsi bello e mostrare al mondo le sue innate abilità tecniche; qui Vejlyt punta tutto sulla melodia (e certamente sulla velocità), in modo da rendere le tracce di “Sthenic” piacevoli e veloci da ascoltare. Non vi ritroverete a dirvi “Mamma mia che noia, ma come si può produrre un album del genere tutto strumentale?” oppure “Peccato, con la voce sarebbe stato bellissimo”, no. Il genere è ovviamente metal, a tratti power e a tratti prog, che farà sicuramente gola a moltissimi di voi.

Le dita di Niels vi accompagneranno in un viaggio che non siete abituati ad affrontare, alla scoperta di nuovi modi di intendere la musica e di viverla. Un album non impegnativo, che nel suo essere estremamente tecnico e di nicchia, sa farsi strada in mezzo al mucchio di spazzatura che molto spesso siamo (e siete) costretti ad ascoltare.




01. Heads Up
02. Die Today
03. Rain
04. Samurai
05. Meteors
06. My Little Rascal
07. Kajsa
08. Winter

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