Nickelback
Here And Now

2011, Roadrunner Records
Rock

I Nickelback scelgono l'usato sicuro e non sbagliano.
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 23/11/11

Nell'ultima decade i Nickelback hanno raccolto ciò che un infinito numero di band sogna in una vita intera: dischi venduti in quantità industriali, premi e riconoscimenti a ripetizione, milioni di fan in giro per il mondo e lo status di rock band planetaria, una delle più amate e di maggior successo che siano sulla scena al giorno d'oggi. A tre anni di distanza dal disco multi-platino “Dark Horse”, Chad Kroeger e compagni pubblicano “Here And Now”, il settimo album della propria carriera, passato sotto le forche caudine degli ultimi travagliati dodici mesi vissuti dalla formazione canadese.

L'arma usata ancora una volta dai Nickelback è la formula vincente data dal mix tra melodie estremamente orecchiabili, pop di facile ascolto e hard rock aggressivo. Fino ad ora sono stati probabilmente i brani lenti e radiofonici a fare la vera fortuna del gruppo nord-americano, ma bisogna sottolineare come in realtà i Nickelback diano il meglio quando appesantiscono i suoni e sprigionano energia a fiotti con il loro caratteristico rock duro e tagliente. In questo discorso rientra anche l'ultima opera della band, meno incisiva ed ispirata rispetto al solito, ma dotata comunque dell'appeal giusto per garantire la consueta diffusione a macchia d'olio per il Globo. Nello specifico, troviamo brani melensi e concepiti per conquistare i favori delle grandi masse come “Trying Not To Love You”, “Don't Ever Let It End”, “Lullaby” e “Holding On To Heaven”, che però risultano complessivamente un po' banali e poco significativi. Sulla stessa falsa riga, come tipo di canzone, è “When We Stand Together”, che a differenze delle altre riesce a lasciare il segno grazie a musica ruffiana e testo impegnato, confermandosi uno dei pezzi meglio confezionati dell'intero platter.

L'altra faccia della medaglia è rappresentata dalla schiera di pezzi hard rock messi sul piatto della bilancia dai Nickelback e la qualità migliora decisamente se rapportata alle ballad di “Here And Now”: la riottosa “This Means War” è una nervosa scarica di adrenalina che coinvolge e convince, “Bottoms Up” è più compassata ma non meno graffiante, “Midnight Queen” ha una potenza devastante e poggia su un riff massiccio ed ossessivo. Completano il quadro “Kiss It Goodbye”, baldanzosa e magnetica, la melodica “Everything I Wanna Do” e “Gotta Get Me Some”, che non ha lo stesso mordente degli altri brani.

Tirando le somme, “Here And Now” è l'album che ci aspettavamo, scritto con lo stile inconfondibile dei Nickelback e farcito da imponenti tracce hard rock, così come lenti catchy e radio-friendly. Quello che un po' manca al disco è l'ispirazione e l'incisività a cui eravamo abituati, ma tolto questo rimane comunque un lavoro che certamente farà ancora una volta il giro del mondo rendendo felici i numerosissimi fan della band canadese.



Recensione
Bruce Springsteen - The River

Speciale
Rock in Roma 2018

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Universi Alternativi"

Recensione
U2 - Songs Of Experience

Speciale
Pearl Jam, "Let's Play Two": un inno dedicato a chi arriva fino in fondo

LiveReport
Spend The Night With Alice Cooper 2017 - Milano 30/11/17