Elias Viljanen
Taking The Lead

2002, Lion Music
Power Metal

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 05/11/11

Forte di un talento da non sottovalutare, l'ormai più che confermato chitarrista Elias Viljanen (membro dei Sonata Arctica dal 2007) ha negli anni provveduto a farsi sentire anche da solo con un progetto omonimo a metà tra l'AOR e il power che vede la luce nel 2002 con questo "Taking The Lead", album strumentale che fonde sapientemente svariate correnti in un mix piacevole e nettamente melodico.

Composto da undici tracce più un'intro, "Taking The Lead" fa capire all'ascoltatore fin dai primi momenti che direzione ha intenzione di prendere. Già le prime due tracce, escludendo l'intro, si presentano come un biglietto da visita più che soddisfacente e possono facilmente essere prese ad esempio per il resto del CD. Melodia e velocità ben mescolate si fondono per creare un sound particolarmente piacevole all'orecchio, che stranamente, nonostante la mancanza di linee vocali a sostegno della melodia, non stanca e non diventa monotono dopo due o tre minuti, come a volte accade con gli album strumentali. Certamente non siamo a livelli di Satriani o Vai, cui Viljanen "ruba" qui e lì qualche attimo un po' più blues, ma di certo l'attenzione non viene meno tanto facilmente. Inoltre l'alternanza tra pezzi più metal-oriented e brani più tendenti al blues o all'AOR (oltre a Vai e Satriani si sentono echi dei Mr. Big di Bump Ahead, soprattutto nella chitarra ritmica di accompagnamento) mantiene sempre alta l'attenzione, più volte trascinando l'ascoltatore in un vortice di melodie ben architettate e soprattutto sostenute da una solida base ritmica, cosa rara, poiché solitamente si tende a dare più spazio alle linee di chitarra solista.

Non mancano momenti più veloci e di virtuosismo puro, come in "Northenr Breeze", che ricorda da vicino alcuni vecchi pezzi dei Sonata Arcitca (di cui Viljanen andrà a sostituire il chitarrista nell'arco di cinque anni dall'uscita dell'album), soprattutto la arci-famosa "Black Sheep", e la title track "Taking The Lead", che mescola un granitico heavy con un power più smussato per creare una delle tracce più evocative dell'album, che trasmette energia ad ogni secondo. "Hyper-Boogie" invece rimanda l'ascoltatore indietro di quasi trent'anni, verso gli 80s, epoca di punta dell'AOR e del glam metal, ai quali questa traccia si ispira palesemente. "A Dream Come True" e "Written In The Stars", con il loro ritmo rallentato e gli arpeggi quasi da power ballad, permettono all'album di prendere aria, di lievitare, rilassando l'orecchio tra uno shred adrenalinico e l'altro. Il secondo, tra le altre cose, è un brano in cui Viljanen esprime le sue capacità al meglio, lanciandosi in un interessante tapping ad otto dita.

Tirando le somme "Taking The Lead" è un album di qualità, di ottima fattura e notevolmente ispirato, che coinvolge l'ascoltatore dall'inizio alla fine e che permette di apprezzare un talento chitarristico forse sottovalutato ma da tenere in considerazione, non solo come membro dei Sonata Arctica, ma anche come compositore e musicista a sé stante. Anche se dobbiamo ammettere che, con un buon cantante (ce ne sono tanti in Finlandia...) e qualche pezzo cantato, "Taking The Lead" avrebbe potuto ottenere risultati ancor più proficui.



01. Evoke The Spirit
02. Evil Rock
03. The Axemaster
04. I Go Solo
05. Northern Breeze
06. Beyond Twilight
07. Taking The Lead
08. A Dream Come True
09. Hyper-Boogie
10. Written In The Stars
11. Passion For Glory
12. Speed Of The Devil

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