Almah
Motion

2011, AFM Records
Power Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 16/10/11

Gli Almah di Edu Falaschi tornano sul mercato con il loro terzo album denominato “Motion” a tre anni di distanza dal precedente “Fragile Equality”, che aveva ottenuto buoni consensi di critica e risposta del pubblico. Edu, famoso soprattutto per essere l’attuale voce (o forse dovremmo dire ex? - leggi le ultime news) dei brasiliani Angra, non ha mai tenuto nascosto la sua predilezione per un genere di metal più aggressivo, potente e maggiormente inerente al suo timbro vocale (lui è baritono); “Motion” capita quindi a fagiuolo dopo le sue recenti dichiarazioni.

Con l’aiuto del compagno di scuderia Felipe Andreoli (basso), di Marcelo Barbosa, Paulo Schroeber (chitarre) e Marcelo Moreira (batteria), “Motion” si propone come spunto di riflessione sul cambiamento, sul movimento e sull’evoluzione. Edu si toglie per un attimo di dosso i vestiti di cantante power metal melodico per indossare quelli neri, sporchi e grezzi tipici dell’heavy metal roccioso e aggressivo. “Motion” è un interessante matrimonio tra heavy metal granitico e ruvido e power metal melodico e tritatutto. Per capire quello che sto dicendo basta ascoltare le prime due tracce del disco: “Hypnotized” e “Living And Drifting” si candidano ad essere le migliori tracce dell’album. Le chitarre, abbassate di mezzo tono per la registrazione, sferzano i brani in maniera totalmente ossessiva e potente, la voce di Edu si scurisce, si ingrezzisce e diventa graffiante a tratti, mostrandoci il suo campo d’azione preferito. Linee melodiche interfacciate a pesanti riff si evidenziano anche in brani più lenti e ragionati come “Bullets On The Altar”, salvo poi spingere di nuovo sul pedale dell’acceleratore con “Zombies Dictator” dove troviamo un Edu più aggressivo che mai. Il cd procede su questa falsariga lasciando ottime impressioni, gli assoli sono ben prodotti ed eseguiti, la batteria si alterna tra passaggi tecnici ad altri più cafoni e violenti; il risultato è un ensemble riuscito di generi e sfumature. Il platter si perde un po’ sul finale, rigirandosi su sé stesso e mancando di quell’ispirazione e di quella grinta iniziale che tanto mi avevano impressionato. Una curiosità: la copertina è stata creata da Edu tramite il suo iPhone e qualche applicazione di fotoritocco.

Gli Almah si riconfermano nuovamente con questo “Motion”, raggiungendo il giusto equilibrio tra modern, heavy e melodic metal. Volendo rapportarli alle ultime produzioni dei compagni di bandiera Angra, mi sento di promuovere su tutta la linea il progetto secondario di Edu, che, a quanto pare, è destinato a diventare il solo ed unico.




01. Hypnotized
02. Living And Drifting
03. Days Of The New
04. Bullets On The Altar
05. Zombies Dictator
06. Trace Of Trait
07. Soul Alight
08. Late Night In ´85
09. Daydream Lucidity
10. When And Why

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