Nightwish
Eva

2007, Nuclear Blast
Symphonic Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 02/04/09

Quanto clamore, quanta pressione e quanto interesse per i Nightwish di Tuomas Holopainen e, ora, anche di Anette Olzon, la stella emergente (nemmeno troppo se si tiene conto dei prestigiosi trascorsi) del cantato femminile made in Sweden, al centro di una imponente campagna promozionale dopo l’altrettanto reclamizzata dipartita della bella e brava Tarja Turunen. L’eclatante successo di "Once" è pane per i denti di un caterpillar tedesco, la Nuclear Blast che, dopo una decina di versioni più o meno limitate del suo disco più venduto di sempre, ha studiato nei minimi dettagli le strategie da attuare in merito alla nuova uscita prevista per fine settembre 2007: "Dark Passion Play". Prima tra tutte: creare una spasmodica attesa attorno al nome di Anette, tenuto top secret durante le registrazioni del disco, situazione “magnificata” dalla pubblicazione a tappe di uno studio report (scritto dalla stessa Anette) nel quale si teneva ben nascosto il “quarto segreto di Fatima”. Stomachevole. La celestiale rivelazione avviene quasi contemporaneamente col rilascio virtuale (il cui ricavato andrà in beneficenza) del singolo che ci ritroviamo tra le mani con tanto di cover, testo e dischetto originale: "Eva".


LA CANZONE

Chi si aspettava il seguito di "Dark Chest Of Wonders" dovrà attendere un altro paio di mesi. Eva è un lento malinconico che ha alla base un impressionante impianto orchestrale. I suoni sono quelli di Once, esaltati ancora una volta da una produzione maestosa. E la voce? Anette Olzon è una professionista, e si sente, ma possiede un timbro molto meno personale rispetto a quello della Turunen. Qui, non è tanto questione di tecnica o di impostazione, siamo alle prese col “fattore soggettività”, inteso come preferenza di un timbro vocale standardizzato e malleabile piuttosto che atipico, originale ma forse poco versatile. Certo, il gruppo ha avuto coraggio nello scegliere una voce che esula dal parametro Tarja. Va dato atto.


IL TESTO

E’ il racconto di una bambina dal cuore tenero che, per via della crudeltà dei suoi compagni di classe che la prendono costantemente in giro, non ha amici. Circostanza che la porta ad isolarsi. La piccola Eva, nonostante tutto, non perde l’identità né la forza di sognare e decide di partire alla ricerca di un mondo lontano dalla cattiveria che la circonda. Tuomas Holopainen lascia spazio, come di consueto, alla libera interpretazione dell’ascoltatore, quasi a voler “consacrare” il significato di questo testo. Il ricavato, come accennato in precedenza, andrà devoluto in beneficenza ad un’associazione che si occupa della tutela dei bambini.


In attesa del kolossal "Dark Passion Play" la cui produzione (video compresi) è costata, pensate, qualcosa come ottocento mila euro, possiamo rifugiarci nel dolce singolo “Eva” che si fa apprezzare per le sue divagazioni orchestrali e per quella matrice melanconica di tradizione scandinava. Niente di imprescindibile ma almeno la conferma che i Nightwish non mutano, in funzione di una nuova voce, il sound che li ha resi popolari con "Once". Esordio con un brano rilassante: la quiete “prima” della tempesta? Vedremo.





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