Power Quest
Blood Alliance

2011, Napalm Records
Power Metal

Recensione di Erik Molteni - Pubblicata in data: 06/05/11

Dispiace dover essere così lapidari sin dalle prime righe di una recensione, ma in tutta sincerità diventa veramente difficile riuscire a giudicare un album come quello in questione. Ma andiamo con ordine: i Power Quest sono una band anglo-italiana la cui line up non ha mai goduto di una certa stabilità, motivo in più per notare alcune crepe nell'indirizzo musicale che la band ha intrapreso nella sua carriera, iniziata nel 2001. Da allora il combo italo britannico ha consegnato alle stampe album abbastanza anonimi, privi di mordente musicale, semplici compitini portati a termine per dovere più che per dedizione e passione. Il precedente "Master Of Illusion", uscito nel 2008, sembrava invece aver invertito quella rotta: nulla di altisonante, ma si intravedeva un certo miglioramento nella fase compositiva, di chiara matrice power con un uso alquanto smodato delle tastiere.
 
Detto questo ci saremmo aspettati un ulteriore passo avanti nella carriera della band, ma purtroppo ci troviamo per le mani un lavoro anonimo, che non riesce a farsi piacere nemmeno dopo numerosi ascolti, privo di quella passione tipica del power metal e che band storiche ci hanno fatto conoscere negli anni. Soprattutto troviamo amplificati all'ennessima potenza tutti gli stereotipi tipici del genere: una sezione ritmica da brividi (negativi), dove regna incontrastata la doppia cassa della batteria, riff di chitarra anonimi e scontati, il più delle volte coperti ancora dalle tastiere sintetizzate, da sempre croce e delizia del genere. Per non parlare poi delle doti vocali del singer, le cui linee melodiche sono di una pochezza imbarazzante.
 
Rimane aperto un quesito che più di un ascoltatore si sarà posto: c'era proprio bisogno di una release di questo tipo? Soprattutto alla luce del fatto che il genere in questione ha avuto negli ultimi anni una flessione alquanto imbarazzante, complici le migliaia di band che sull'onda del successo dei soliti noti hanno intrapreso la carriera musicale con il filone power, impoverendo un genere della musica estrema che negli anni aveva coinvolto non pochi adepti.
 
In conclusione un album che poteva benissimo rimanere in soffitta e che, senza ombra di dubbio, difficilmente incontrerà i favori anche dei fans più appassionati.




01. Battle Stations
02. Rising Anew
03. Glorious
04. Sacrifice
05. Survive
06. Better Days
07. Crunching The Numbers
08. Only In My Dreams
09. Blood Alliance
10. City Of Lies

Speciale
L'angolo oscuro #22

Speciale
FM - Tough It Out Live

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]

Recensione
Nad Sylvan - Spiritus Mundi

Intervista
Stranger Vision: Ivan Adami, Riccardo Toni