Seven Thorns
Return To The Past

2011, Nightmare Records
Power Metal

Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 08/04/11

Incedere trionfale, tastiere e chitarre eseguono ritmiche ariose, quindi subito s'innesta una doppia cassa e la chitarra che segue i ritmi elevati della batteria con un palm muting per giungere infine al ritornello dai toni enfatici ed epici. Aggiungete gli immancabili assoli eseguiti a folli velocità, ed avrete completato lo schema tipico della maggior parte delle canzoni power metal. Avrete altresì inquadrato alla perfezione “Liberty”, brano d'apertura di “Return To The Past” dei danesi Seven Thorns.


Presentato in tal maniera, il sestetto di Copenaghen potrebbe sembrare semplicemente l'ennesima band che si aggiunge nell'ormai saturo universo power metal, dove, rinnovati Stratovarius a parte, si fatica a trovare spiragli di novità da cui poter godere di una qualsivoglia ventata di freschezza. Pur risultando in effetti non esattamente originali (stilisticamente devono molto agli Stratovarius era Timo Tolkki e ai Nocturnal Rites), Erik Blomkvist e soci sanno il fatto loro, ed in un modo o nell'altro riescono ad emergere dalla bolgia di gruppi anonimi dediti solo alla ricerca di meri tecnicismi e della perfezione stilistica.

Anzitutto, la preparazione tecnica dei singoli membri è notevole: il neoclassico di molte parti di tastiera e chitarra, anche preso solo come ispirazione, è uno stile tutt'altro che semplice da padroneggiare, in quanto eccedere e risultare prolissi tanto in fase ritmica quanto durante gli assoli è drammaticamente facile. I Seven Thorns sfuggono fortunatamente da questa trappola e confezionano brani godibilissimi, energici e con un gusto stilistico di tutto rispetto. In “Through The Mirror” è in primo piano il buon lavoro delle chitarre, con fraseggi che non nascondono minimamente la loro ispirazione malmsteeniana, ma l'esecuzione di Tuxen e Strojer non è mai pesante o noiosa, dimostrando di avre un gusto per la melodia che, in un certo senso, va oltre le mere capacità tecniche. Altra particolarità che colpisce è come la voce viene sfruttata in “Return To The Past”: Erik Blomkvist segue linee vocali che raramente giungono a vette stratosferiche, predilige anzi un registro più basso rispetto agli standard del genere. Questa scelta consegue un doppio vantaggio: prima di tutto, su disco si evita una certa ampollosità che invece caratterizza, purtroppo, diverse produzioni power metal, dove i cantanti generalmente cercano sempre di mantenere tonalità che poi in sede live si dimostrano incapaci di domare. Erik invece si distingue per un'efficace padronanza dei registri più bassi, sfoderando solo in determinate occasioni acuti notevoli, e ciò ci porta al secondo vantaggio, ossia la possibilità durante i concerti di rimanere fedeli alla buona prestazione vocale avuta in studio.


I Seven Thorns non rivoluzioneranno il power metal, ma di certo sanno come sfruttare al meglio i cardini fondamentali del genere e consegnare così al pubblico un album ben fatto, energico, epico e godibile dall'inizio alla fine.





01. Liberty
02. End Of The Road
03. Through The Mirror
04. Freedom Call
05. Countdown
06. Forest Majesty
07. Spread Your Wings
08. Fires And Storms
09. Return To The Past

Speciale
L'angolo oscuro #22

Speciale
FM - Tough It Out Live

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]

Recensione
Nad Sylvan - Spiritus Mundi

Intervista
Stranger Vision: Ivan Adami, Riccardo Toni