Destruction
Day of Reckoning

2011, Nuclear Blast
Thrash

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 22/02/11

Il ritorno in auge dei Destruction all’inizio del nuovo millennio ha, senza dubbio, contribuito ha rinforzare il movimento thrash metal tedesco che, partendo dalla rinascita sancita con l’album "Violent Revolution" (2001) dei Kreator, ha sfornato dischi di indubbia qualità per un decennio.
 
"Day of Reckoning" arriva sugli scaffali a tre anni di distanza dal precedente "D.E.V.O.L.U.T.I.O.N.", album che, seppur mal digerito dai fan storici della band, aveva segnato un tentativo di dare maggiori variazioni su di un tema, quello del thrash estremo, che iniziava a dare seri sintomi di saturazione. Le sonorità presenti nel nuovo album puntano decisamente alle radici del combo tedesco, fatte di brutale aggressività e velocità sempre sostenuta.

L’inizio è senza dubbio impressionante in termini di potenza e la poderosa “The Price” è un brano che scatenerà i fan in sede live in quanto è uno dei pezzi più aggressivi mai scritti da Schmier e soci nel corso della loro quasi trentennale carriera. Purtroppo la stupenda opener rappresenta quasi un caso isolato all’interno dell’album, che pur non presentando brani scadenti, riesce raramente a destare particolare attenzione nell’ascoltatore. La chitarra del buon Mike Sifringer è l’elemento portante della musica dei Destruction e, nonostante siano presenti degli arrangiamenti classicheggianti di buon gusto, trovo sia mancata, nella fase di songwriting, l’ispirazione necessaria per dare ai diversi brani un carattere proprio. A conferma di ciò possiamo prendere l'accattivante "Hate Is My Fuel" che, seppur piacevole e di sicuro impatto risulta fin troppo evidentemente autocelebrativa (il riff in particolare è eccessivamente simile a quello di "The Butcher Strikes Back"). La produzione è comunque ottimale, segno che la cura e la passione nel realizzare questo "Day Of Reckoning" sono assolutamente di livello professionale, ma è il disco nel suo complesso a non convincere pienamente. Nulla di tragico si intende, l'album si ascolta con piacere, ma sono ben pochi i brani che resteranno nella mente e nel cuore dei fan.

Prendiamo, quindi, "Day Of Reckoning" come una, speriamo sporadica, inversione di tendenza rispetto a quanto di buono fatto dai Destruction negli ultimi anni, in attesa di rivederli live, in quello che è, e sarà sempre più, il loro habitat di riferimento.



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