Hexperos
The Veil Of Queen Mab

2010, Equilibrium Music
Ethereal

Recensione di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 11/11/10

Here she is.
She approaches, closer and closer, on her chariot,
made of one single pearl, drawn by four dragonflies,
four jewels that slipped out of a fairy-like woman’s bosom.


In una foresta sperduta, illuminata dal pallido chiarore di una luna piena, si ode, tra il fruscio degli alberi, un timido movimento d'ali... Nella più magica delle notti eccola giungere, nascosta sotto un velo, seduta sul suo carro a forma di perla guidato da quattro leggiadre libellule: Mab, regina delle fate, portatrice di sogni e d'infinita grazia. Col suo drappo azzurro ed incantato, l'eterea creatura cancella la tristezza dalla mente inquieta dell'artista e Madre Natura si unisce a lei in un canto di placida armonia.

Celestiale è la visione che accompagna il nuovo parto discografico di Alessandra Santovito e Francesco Forgione, meglio conosciuti come Hexperos. Come la diafana ancella raffigurata nello splendido artwork del disco, che, congiungendo le mani, sembra offrirci la sua eterna purezza, il duo ethereal/neoclassico originario di Vasto ci regala questo piccolo grande gioiello intitolato “The Veil Of Queen Mab”, a tre soli anni di distanza dall'ottimo album d'esordio, “The Garden Of The Hesperides”. Immutata è la sensibilità che caratterizza l'Arte dell'ensemble abruzzese; sensibilità che traspare da ogni più piccolo particolare, dalla lussuosa confezione in digipack alla copertina di gotica reminiscenza sulla quale spicca un'elegantissima stampa in oro a caldo, passando, ovviamente, per il ricchissimo comparto fotografico che correda il booklet del disco dando vita ad un'opera d'arte totale, nella quale poesia, musica ed immagine si compenetrano a vicenda, per la gioia di coloro che di tanta bellezza saranno fruitori. I riferimenti colti, anche in quest'occasione, si sprecano; nelle liriche dei quattordici pezzi, la figura di Mab ricorre sovente, riportando la mente alle opere immortali di Shakespeare, al più recente contributo del poeta nicaraguegno Rubén Darío o alle innumerevoli rappresentazioni pittoriche che hanno immortalato la fantastica regina delle fate. I Nostri si muovono tra queste rievocazioni come bardi d'altri tempi (a dir poco impressionante la varietà di strumenti suonata da Francesco); a dar man forte alla squadra troviamo un ensemble di tutto rispetto formato da Francesca Romana Di Nicola (arpa), Alessandro Pensa (violino e viola) e Manuel Manzitti (fagotto), che coi loro strumenti donano un taglio ora folk ora squisitamente classico alle composizioni del duo.

Ma non è tutto: attraverso la loro opera gli Hexperos rendono omaggio alla complessa figura dell'artista, musicando una delle poesie più struggenti e famose della poetessa lombarda Alda Merini. “Le Lacrime Di Proserpina”, questo il titolo del brano, sintetizza il concetto di “follia” caro ai più grandi artisti di ogni epoca in poco più di due minuti di note romantiche ed estatiche percezioni. Accompagnata dal violino, dal fagotto e dai misteriosi tocchi dell'archetto di Francesco sul suo contrabbasso, Alessandra recita, sussurra e canta le stupende parole della compianta poetessa, palpita con esse, dipingendo un affresco sonoro che pare tremare di fronte ad una sensibilità sì manifesta.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.


“The Veil Of Queen Mab” rappresenta allo stesso tempo un tributo alla Luna, primordiale emblema della femminilità. Ad essa è dedicata, tra le altre, la splendida “Diadem Of The Night”, brano recuperato dal secondo demo tape dei Gothica, progetto che all'alba del nuovo millennio rese Alessandra celebre tra gli estimatori della musica oscura. In questo contesto la canzone acquisisce una pregiata veste neoclassica che consente alla cantante di esprimersi nella solennità del suo registro, quello del soprano lirico. Lontana dall'oscurità fredda ed impenetrabile della versione primordiale, “Diadem Of The Night” sprigiona un lirismo sognante particolarmente caro ai poeti romantici tra liriche in inglese e latino incredibilmente toccanti.

Mea luna, lux mearum tenebrarum...

Come avrete capito, viaggiare tra le note che compongono “The Veil Of Queen Mab” equivale a compiere un viaggio verso le origini stesse dell'Arte, per scoprire quel luogo metafisico in cui nascono le ispirazioni più autentiche. È chiaro, a questo punto, che le caratteristiche appena descritte delineano la natura estremamente raffinata e colta degli Hexperos; il mio augurio è che coloro che leggeranno questa recensione abbiano il coraggio e la volontà di unirsi al sottoscritto in questa esplorazione e possano trovare in essa momenti carichi di emozione.

Spesso capita di imbattersi in dischi neoclassici finemente elaborati ma fin troppo devoti alla memoria di certi mostri sacri, tant'è che l'ammirazione per l'artista scema nel momento in cui ci si trova a fare i conti coi grandi capolavori del passato. Succede, allora, che il merito di un progetto venga inesorabilmente ridimensionato e relegato nell'ombra di dischi pubblicati oltre dieci anni fa. Con gli Hexperos accade l'esatto contrario, grazie alla maturità compositiva di Alessandra che, cresciuta tra i richiami arcani dei Dead Can Dance, l'arte romantica, il folklore anglosassone, le visioni oscure del romanzo gotico (principali fonti d'ispirazione dietro ai defunti Gothica), dimostra oggi di saper trarre il meglio da questi grandi bacini di cultura e conoscenza per comporre un'opera che non teme alcun tipo di confronto. È doveroso, da parte di chi vi scrive, sottolineare come pochissimi altri, nel panorama neoclassico internazionale, possano vantare una simile produzione ed una cura dei suoni così eccelsa, ma anche un concept affascinante e senza tempo come quello imbastito dalla Santovito, un'artista vicina a tutti coloro che nella propria vita riservano uno spazio speciale all'Arte in ogni sua forma e manifestazione (rari sono i casi mi sono sentito in dovere di parlare di un vero e proprio contatto umano; in questo gli Hexperos si avvicinano agli Ashram e al maestro Riccardo Prencipe - presente, tra l'altro, in qualità di ospite nel brano che chiude l'opera in bellezza).

Sedotti dalla magia, affidiamo le nostre mani alla diafana ancella e perdiamoci insieme a lei nel regno incantato della regina Mab...



01. The Fairy Appears
02. Queen Mab
03. El Velo Azul
04. Moon Spell
05. Summatem Dream
06. Diadem Of The Night
07. Summoning Of The Artists
08. A Reason To Live
09. Nocturne
10. Le Lacrime Di Proserpina
11. A Forest
12. A Midsummer's Night Dream
13. Time Of Spirit
14. Asturiana

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