Katatonia
Brave Murder Day

1996, Avantgarde Music
Doom

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 27/10/10

Recensione a cura di Alekos Capelli

 

"Brave Murder Day", a distanza di quattordici anni dalla sua prima pubblicazione, può a buon diritto essere considerato un classico non solo all’interno della discografia della band svedese, ma per l’intera scena “estrema” del metal internazionale. Ciò che fa di quest’album un successo è essenzialmente la sua semplice ricetta, che ha la capacità di toccare l’ascoltatore in profondità, senza utilizzare tante sovrastrutture e inutili fronzoli.

Come i loro fan sanno bene, lo stile dei Katatonia è cambiato molte volte, nel corso della loro ormai lunga carriera. Per quanto riguarda "Brave Murder Day" si può parlare di un doom/death metal, dai connotati depressive, che, non a caso rientra nelle principali fonti d’ispirazione di molte band di più recente formazione, in ambito doom, black, e gothic metal, le quali hanno spesso coverizzato questi brani. Il lavoro si apre con "Brave", composizione in cui il buon Mikael Åkerfeldt, da sempre amico della band e qui ospite incaricato delle harsh vocals, ci introduce nel mondo plumbeo e pieno di sconforto dipinto dai desolanti power-chords di Anders "Blackheim" Nyström e sorretto dalla semplice, ma efficace batteria in 4/4 di Jonas Renkse, ancora non del tutto a suo agio nelle sole vesti di vocalist. Con "Day" invece si cambia del tutto registro e inaspettatamente ci ritroviamo in una triste ballata, condotta dal secco battito della batteria e da tristi arpeggi di chitarra, adatto contesto sonoro per le toccanti clean vocals di Renkse che racconta storie di ordinaria tristezza, sconforto urbano. Le successive "Rainroom" e "12" riportano l’album sui binari del death-doom, aprendo la strada alla conclusiva "Endtime", lisergica composizione, evocante paesaggi bui e nebbiosi. Un album compatto, omogeneo, che ha la non comune capacità di farsi ricordare facilmente, di rimanere impresso nella memoria, come le istantanee dei ricordi di una vita, drammi, sogni infranti, sconfitte personali, il tutto avvolto da un alone crepuscolare.

Dopo questo lavoro il sound dei Katatonia si è fatto via via meno pesante, lasciando spazio a influenze anche esterne al metal tout court, per cui con "Brave Murder Day" si segna anche una decisa svolta nella storia di una delle band più influenti emerse negli anni ’90. Delle varie versioni attualmente in commercio è bene cercare, per chi già non lo possedesse, l’edizione rimasterizzata, con l’aggiunta dell’EP "Sounds of Decay".





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