Mario Percudani
New Day

2010, Tanzan Music
Pop Rock

Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 26/07/10

Mario Percudani cresce in un piccolo paese della Lombardia e il suo interesse per la musica nasce in tenerissima età: è a sette anni infatti che inizia a suonare la chitarra e da quel momento le tappe della sua carriera artistica lo porteranno a conquistare palcoscenici sempre più importanti e prestigiosi. A partire dai Day Of Desire, la sua prima band, fino a giungere agli Hungryheart, il talentuoso musicista ha dato dimostrazione di capacità e abilità eccelse, guadagnando così stima e rispetto nell'ambiente. Per Percudani ora è arrivato anche il tempo di esordire con un disco solista e “New Day” si fa carico di trasmettere la parte più profonda e musicalmente matura del chitarrista.

Diciamo che l'album può essere collocato al centro di un grande incrocio, dove confluiscono diverse strade: queste portano a generi diversi come il rock, il blues e il jazz. Ma è ad un termine preciso che questo può essere accostato e si tratta di “chillout”. Avviare l'ascolto del cd equivale ad intraprendere un viaggio estremamente rilassante ed appagante. Sullo sfondo di canzoni soft, Percudani tesse una tela fatta di fraseggi e figure musicali mai poste nel luogo sbagliato, mai superflue, mai banali. Il tocco caldo del chitarrista e la giusta corposità dei suoni fanno il resto, regalando la giusta enfasi ad ogni singolo brano e in questo va dato atto anche allla bontà del cantato dello stesso musicista, capace di creare un' atmosfera che appare intima e familiare fin da subito. Nonostante la ricercatezza compositiva riscontrabile in diversi passaggi, “New Day” riesce nel difficile compito di mettere d'accordo tutti, essendo facilmente fruibile da ascoltatori delle più disparate estrazioni. Non mi stupirei di sentire le canzoni dell'album al supermercato, così come in un bar dalle luci soffuse dove si suona jazz o, ancora, uscire dalle cuffie di un chitarrista esigente. Mancano sfuriate di pura tecnica e l'attenzione è focalizzata sulla cura dell'insieme; ne deriva una certa completezza strutturale che può essere apprezzata in parecchie canzoni, come ad esempio “Don't Bother Me”, “I'll Be There For You” e la bellissima “God Bless The Child”, brano scritto ormai oltre settant'anni fa da Billie Holiday e Arthur Herzog Jr. Ma non citare le altre composizioni del disco vorrebbe dire fare loro un torto ed è per questo che “New Day” va preso ed ascoltato dall'inizio alla fine, lasciandosi guidare dall'estro di Percudani.

Il chitarrista ha scelto di comporre un album delicato e raffinato, ed essendo la prima pietra solista, fa emergere immediatamente una notevole maturità artistica. In chiusura sottolineo anche l'ottima produzione che c'è alle spalle di “New Day”, frutto del lavoro di Percudani e Marco Tansini, il quale ha inoltre partecipato alla stesura di alcuni brani.



01. In My Old Shoes
02. Don't Bother Me
03. You Can Run
04. Scarlet
05. New Day
06. All Over
07. Standing In The Pouring Rain
08. Tears On The Water
09. I'll Be There For You
10. God Bless The Child

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