Litfiba
Stato Libero Di Litfiba

2010, Sony Music
Rock

Il ritorno di Pelù e Renzulli mette tutti d’accordo
Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 10/06/10

Capita che una coppia attraversi una crisi, litighi aspramente, quindi si separi in maniera non proprio pacifica e tranquilla. I due soggetti abbandonano la strada comune e si addentrano per sentieri tortuosi, pieni di insidie, dove è facile perdere la testa e smarrirsi. Basta distrarsi un attimo per farsi male. Al termine delle rispettive strade, i due ex si incontrano di nuovo e si guardano alle spalle, capendo che la separazione ha prodotto effetti collaterali che mai avrebbero desiderato, né mai avrebbero potuto immaginare. Galeotto fu un sole oscuro che li riappacificò e li convinse a tornare insieme, mettendo da parte gli antichi dissapori.

Sembra la trama di uno di quei romanzi da quattro soldi che un tempo invadevano le edicole. Invece, bene o male, è la storia che vede protagonisti il chitarrista ed il cantante di una delle rock band più influenti d’Italia negli anni ’80 e ’90: Federico Renzulli e Piero Pelù. Si è parlato molto di questa reunion del duo Piero e Ghigo, del ricongiungimento del nucleo fondamentale dei Litfiba: soldi, semplice voglia di trovar spazio sui giornali e nelle classifiche o sincera amicizia ritrovata? Qualunque siano le motivazioni, è appurato che c’è ancora fame di Litfiba e “Stato Libero Di Litfiba”, perfetta istantanea sonora delle performance del Reunion Tour, ha il compito di saziare le orecchie di chi ad aprile non è potuto esser presente ad una delle cinque date sold out del gruppo fiorentino. Prima che l’ascoltatore possa immergersi nell’atmosfera live, vi sono tuttavia due inediti che in un certo qual modo dovrebbero dare indicazioni riguardo a questa nuova era: il singolo“Sole Nero” (in heavy rotation su radio e canali musicali da più di un mese), che ha dato il via al ricongiungimento dei due rocker, è un buon connubio tra i migliori elementi del Pelù solista e del lavoro di Ghigo negli ultimi anni, con un testo simil-catastrofico ben concepito ed una buona sezione ritmica (nulla di eccezionale, ma godibile nella sua semplicità). La seconda novità è invece “Barcollo”, la cui struttura ritmica basilare era già stata composta da Ghigo durante la breve e sfortunata “fase 4” dei Litfiba: qui la chitarra è predominante ed il resto della band suona egregiamente, garantendo un sound robusto e pieno, segno della buona alchimia tra i membri. Il testo, incentrato su una società cangiante nella quale è fondamentale esser caparbi e lottare con tutte le proprie forze, non è un capolavoro, ma è sufficientemente chiaro ed orecchiabile e rimane in mente, cosa da non sottovalutare. Due inediti non sono sufficienti per capire esattamente cosa ci riserverà il gruppo fiorentino, fatto sta che questo sound corposo e moderno garantisce una buona resa, facendo ben sperare per i lavori futuri.

Passiamo ora (finalmente) al cuore vero e proprio di “Stato Libero Di Litfiba”, ovvero il live. La tracklist segue fedelmente quella che è stata la scaletta del tour: ventiquattro canzoni per un totale di due ore e mezzo di puro, sanguigno e robusto rock italiano. Si parte con il pubblico che invoca a gran voce il gruppo, la batteria inizia a scandire il tempo e a breve segue un boato che accompagna l’apparizione di Ghigo e Piero, il quale dà il benvenuto al “concerto per le teste pensanti”, aprendo le danze, o meglio, il pogo, con “Proibito”, alla quale fanno seguito la storica ed ottimamente eseguita “Resta” (grande lavoro del tastierista Federico Sagona, il quale ha ricreato perfettamente i suoni originali di Aiazzi) ed una carichissima “Cangaceiro”, ottimamente riarrangiata e caratterizzata da un climax di potenza che non lascia indifferenti. È impressionante come nel giro di pochi mesi la band abbia raggiunto un così alto grado di affiatamento: Pino Fidanza alla batteria, Federico “Sago” Sagona e Daniele “Barny” Bagni compongono un ottimo esamble sul quale Renzulli può far affidamento per i propri assoli. La voce di Pelù conferma il forte miglioramento mostrato negli ultimi anni, mostrandosi graffiante e potente nei pezzi più tirati (il trittico sopracitato, l’urlo di “Lulù E Marlene” finalmente come quello di un tempo, “Maudit”, “Dimmi Il Nome”, “Tex”), dolce ed emozionante nei momenti più pacati come “Animale Di Zona”, l’ottitma “Paname” (grande lavoro di squadra) ed “Il Volo”. Alcuni brani hanno subito modifiche negli arrangiamenti o in alcuni passaggi: “Dio” è fedele alla versione eseguita dai Litfiba da “Pirata” in poi, salvo recuperare i versi “L’energia corre via, / l’energia si trasformerà” dell’originale ed innestarli ottimamente con un buon cambio durante il ritornello; “Paname” è ora più moderna nel sound, ma nonostante ciò non ha perso il suo fascino; vi è poi la particolare “Ferito/Tex”, ideale coda della precedente “Tex” sulle cui note viene ripreso in maniera nuova, pur non condivisa da tutti, il testo di “Ferito”; in “Ritmo 2#” viene implementato invece l’odioso fischietto che caratterizzò “Toro Loco” del Pelù solista, ma fortunatamente il suo uso è molto limitato.

Il concerto, basato sulle registrazioni del 16 e 17 Aprile del Mandela Forum di Firenze, trasmette carica ed emozioni dal primo all’ultimo secondo, complice, oltre ad un’ottima prestazione di tutta la band, anche la scelta di una scaletta colma di gran parte dei punti più elevati della ventennale carriera dell’accoppiata Pelù-Renzulli: “Animale Di Zona” e “il Volo” (dedicata a Ringo, storico batterista dei Litfiba ed amico di Piero morto nel 1990) commuovono, “Dimmi Il Nome”, Maudit” e “Cuore Di Vetro”, nonostante l’assenza dell’assolo finale in quest’ultima, sono davvero potenti, “Ritmo 2#” e la conclusiva “Lo Spettacolo” sono puro pogo, geniale la scelta di censurare, quasi fosse una bestemmia, il termine “Vaticano” durante l’introduzione di una fantastica “El Diablo”, al termine della quale al posto del “666” Piero urla “Rat-zin-ger!”, infiammando ancora una volta la folla acclamante. Incredibile sono anche la qualità di registrazione e la produzione: per essere un live album, sono davvero impressionanti la pulizia e l’ottima resa globale. Il tutto senza ricorrere ad odiose sovraincisioni in studio: i punti meno convincenti di queste due date, in linea di massima, sono stati sostituiti dalle registrazioni provenienti dagli altri concerti (ad esempio, la parte di “Proibito” in cui Piero canta “Io mi sento tradito /se ti cali le bombe” è tratta dalla data romana del tour), senza per questo inficiare minimamente la resa e la qualità complessiva del risultato finale.

La versione in esame di “Stato Libero Di Litfiba” è quella Deluxe, la quale presenta un package in cartone duro e con in copertina i volti stilizzati dei due amici ritrovati. All’interno è presente un corposo booklet di 36 pagine con foto davvero molto belle, molte delle quali editate come se si trattasse di una graphic novell di Frank Miller (doveroso in tal caso citare i fotografi che hanno contribuito, ovvero Annalisa Russo, Eleonora Cagnani, Davide Cologna e Ramona Spatola). È inoltre presente una ghost track consistente nella demo di “Sole Nero”, registrata in presa diretta e con una prima parte di testo ed un assolo leggermente differenti dalla versione finale. Niente di eclatante, ma è un simpatico bonus che si lascia apprezzare.

Il ritorno di Pelù e Renzulli mette tutti d’accordo riguardo la grande forma mostrata in concerto e perfettamente impressa su questo album, ma senza dubbio causerà una dicotomia all’interno dei fans, complici i due inediti che in una certa misura mostrano quello che sarà lo stile futuro della band in studio. Ma non si tratta certo di una novità: è accaduto nel 1989 con l’uscita di Gianni Maroccolo, è accaduto nel 1999 con la separazione di Piero e Ghigo, è facile prevedere che a questo punto accadrà qualcosa di simile. Nel frattempo godiamoci “Stato Libero Di Litfiba”, lo spettacolo è ricominciato!



CD1:

01. Sole Nero
02. Barcollo
03. Proibito
04. Resta
05. Cangaceiro
06. Paname
07. Bambino
08. Il Volo
09. Sparami
10. Lulù E Marlene
11. Dio
12. Spirito
13. Tex
14. Ferito/Tex

CD2:

01. Fata Morgana
02. Animale Di Zona
03. A Denti Stretti
04. Cuore Di Vetro
05. Gioconda
06. Ritmo 2#
07. Ci Sei Solo Tu
08. Maudit
09. Dimmi Il Nome
10. El Diablo
11. Lacio Drom
12. Lo Spettacolo
13. Sole Nero (Demo - Ghost Track)

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