SpellBlast
Battlecry

2010, Fuel Records
Folk Metal

Recensione di Fabio Petrella - Pubblicata in data: 25/04/10

Gli SpellBlast rientrano tra le felici realtà che ruotano intorno al panorama musicale italiano. La band orobica dopo il prezioso debutto “Horns Of Silence”, ottima miscela di power e folk metal, si ritrova ora a versare lacrime su un polveroso campo di battaglia.
 
L’aggettivo polveroso, seppur balenatomi all’istante, inquadra con dettaglio “Battlecry”, ultima fatica dei bergamaschi, che risulta farinoso già dopo alcuni fugaci ascolti. Il primo impatto, in verità, è indubbiamente felice. L’opener “Cold Wind Of Death” ammalia con la sua melodia portante dal forte retrogusto folk. Il brano iniziale segnala però quella che sarà una defaiance costante dell’intero disco: la mancanza di ritornelli chiari ed efficaci. La seguente “Drinkin’ With The Gods” è una traccia piacevole dai contorni alcolici e leggendari. “Heroes” è il primo battagliero capitolo della saga History Of A Siege che vede la partecipazione, in veste di ospite, dell’eccellente Fabio Lione dei nostrani e amatissimi Rhapsody Of Fire/Vision Divine. A pari merito con il secondo capitolo “Slaughter”, che vince comunque ai punti per una ritrovata vitalità, l’estratto in questione non colpisce particolarmente per brillantezza e lascia il passo alla vivace “Path On The Sea”. L’album, nella totalità delle sue sfaccettature, è ispirato alla cultura e alla mitologia di matrice nordica e “Ragnarok (Dream Of The End)” ne fornisce la prova tangibile. L’appassionante “Soldiers’ Angels”, una delle tracce migliori, è arricchita dalle cornamuse frizzanti di Lorenzo Marchesi, in prestito dai FolkStone. “Northern Star” è una marcia epica forzata, abbastanza banale e priva di carica emozionale. “Brave And Fierce” è una cavalcata intensa e gradevole nonostante la brevità. “Command Charge” si carica troppo nel proprio incedere marziale apparendo eccessivamente ampollosa e teatrale. In chiusura troviamo la title-track, classico brano senza infamia e senza lode, che porta a termine la narrazione nordica non aggiungendo nulla al contesto generale del disco.
 
Con “Battlecry” gli SpellBlast fanno un passo indietro rispetto all’accattivante debutto e ci consegnano un album discreto, che di certo non rimarrà nella storia della musica, ma che riesce, seppur a tratti, ad allietare una triste e noiosa giornata di pioggia.




01. Cold Wind Of Death
02. Drinkin' With The Gods
03. History Of A Siege - Heroes
04. Path On The Sea
05. Ragnarok (Dream Of The End)
06. Soldiers' Angels
07. Raid Day
08. History Of A Siege - Slaughter
09. Northern Star
10. Brave And Fierce
11. Command Charge
12. Battlecry

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