Imagine Dragons
Night Visions

2012, Interscope Records
Pop Rock

Dai videogiochi alla vetta di Billboard: l'ascesa "pop" degli Imagine Dragons
Recensione di Chiara Frizza - Pubblicata in data: 30/01/13

Durante gli ultimi quattro-cinque anni, la diffusione sempre più crescente dell’indie-rock ha portato questo genere a leggeri cambiamenti dei propri connotati, quantomeno rispetto a quanto identificava la definizione “indie-rock” al tempo della sua nascita. La digitalizzazione della musica si è allargata a macchia d’olio e contaminazioni da altri generi e soprattutto dal mondo dell’elettronica e dei synth si sono fatte sempre più frequenti. La storia degli americani Imagine Dragons sembra la perfetta incarnazione di questo processo: quattro EP, pubblicati tra il 2009 e il 2012, un successo sempre più crescente lungo tutta la West Coast (la band è originaria di Las Vegas, Nevada, NdR) fino alle orecchie del produttore Alex Da Kid (Eminem, Rihanna), che nel 2010 inizia a lavorare con la band e permette la pubblicazione di questo “Night Visions”, primo full-length che vede la luce nel settembre 2012. E’ un debutto atteso e molto apprezzato dal pubblico statunitense, un’entrata a gamba tesa direttamente alla seconda posizione della classifica più importante degli USA, la Billboard 200; 83.000 copie vendute solo nella prima settimana d’uscita e conseguente record per il più alto numero di vendite per un rock debut dal 2006.

Tre anni di lavorazione tra vecchio e nuovo, presente e passato che si uniscono in una sorta di album-biografia di quanto fatto finora; sei dei brani inclusi sono presenti anche negli EP che hanno preceduto questa release, brani che hanno portato fortuna a questa band: per citare alcune delle più note, la opener “Radioactive”, utilizzata dalla Ubisoft (società francese di distribuzione e sviluppo di videogiochi) per i promo del videogioco “Assassin’s Creed III”, che ha lanciato la band statunitense a livello mondiale, o l’altrettanto fortunata “It’s Time”, di cui la serie televisiva Glee ha proposto una cover, o ancora “On Top Of The World”, colonna sonora dei videogiochi “FIFA 13” e “Pro Evolution Soccer 2013”. Usi diversi per brani piuttosto diversi tra loro, aiutati dalla rifinitura attenta di un produttore esperto. Il risultato è un lavoro sostanzialmente indie-rock supportato da un insieme variegato di sonorità e influenze, dall’elettronica alla dubstep, passando per il pop e senza farsi mancare un tocco di folk, inaspettato ma gradevole nel suo conferire originalità a brani altrimenti troppo ripuliti dal tocco sterile della produzione digitale.

Ogni medaglia, però, ha due facce: se da un lato influenze tanto diverse sono apprezzabili perché danno spessore ad un album che rischierebbe altrimenti di perdersi tra le molte produzioni simili sfornate regolarmente dalle case discografiche, dall’altro non convince completamente con il suo quasi costante rimandare ad altro, un “altro” già prodotto, già sentito, non esattamente in questo modo ma in modi comunque piuttosto simili. Dai brani che ricordano gli inglesi Coldplay (“Demons”, “Hear Me”) alla bella, ma molto 90s “Bleeding Out”, l’impressione finale è quella di un gruppo che nel suo percorso deve ancora trovare la propria vera strada, o che forse necessita soltanto di mettere, come si suol dire, meno “carne al fuoco” e trovare un punto fermo da cui partire per costruire un album traccia dopo traccia, sì con varietà, ma anche con un filo conduttore che elimini quella certa confusione che rimane ad ascolto ultimato.

Quali che siano le proprie preferenze in ambito musicale, è comunque possibile apprezzare parti di questo album, se non il lavoro nella sua totalità: in questo “Night Visions”, ce n’è veramente per tutti i gusti.



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