Doro
Raise Your Fist

2012, Nuclear Blast
Heavy Metal

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 24/10/12

Doro, la regina dell’heavy metal, la bionda di Dusseldorf, e via discorrendo. Indubbiamente l’icona al femminile di un genere che da sempre sfodera un presunto machismo e forse, proprio per questo, un’antesignana a dispetto di dischi non sempre indimenticabili. La cantante tedesca prosegue la sua marcia verso il fatidico traguardo di un onorato trentennale, grazie a un rinnovato interesse e al rispetto guadagnato negli anni più per l’attitudine genuina che per particolari meriti musicali. Il fatto che non goda di particolare interesse dalle nostre parti non sembra turbarla molto, almeno a giudicare dall’entusiasmo e dall’affetto incondizionato verso i propri fans trapelato in sede di intervista.
 
Doro si prepara ad un anno importante, quello a venire, che culminerà con la celebrazione del trentennale alla prossima edizione del Wacken Open Air: niente di meglio di un disco infarcito di anthem e sonorità classiche per scaldarsi a dovere prima di un’occasione tanto importante. La title track e “Victory” sembrano concepite apposta per rimbombare nel cielo di Wacken, “Engel” e “Freiheit” sono le sempre più frequenti incursioni in lingua madre. I cliché presenti in dosi massicce non fanno di "Raise Your Fist" un disco superfluo, tutt’altro, “Coldheart Lover”, “Take No Prisoner”, “Little Neckbreaker” non saranno la rivoluzione in musica ma molte bands farebbero carte false per averli anche solo come riempitivi. Raramente immediatezza, gusto per la melodia e sonorità classiche si sposano in maniera così equilibrata come nella musica di Doro. La corte della regina dell’heavy metal è ancora una delle più ambite a giudicare dal numero di ospiti presenti sul disco, da Gus G a Lemmy senza dimenticare Luca Princiotta dei Clairvoyants, da tempo fedele partner della regina tedesca. Su tutto il disco domina la dedica di amore incondizionato al padre putativo di tutti i metallari, Ronnie James Dio, celebrato come un vero eroe nella conclusiva “Hero”.
 
Come ogni fede anche l’heavy metal ha le sue liturgie, i suoi profeti e i suoi luoghi sacri. Doro, Wacken e la sua musica fanno tutti parte di questo scenario e il prossimo anno si fonderanno in un unico grande rito collettivo. Questo disco ne costituisce, nel bene e nel male, la fase preparatoria. Che il metallo sia con voi.




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