The Darkness
Hot Cakes

2012, Canary Dwarf
Hard Rock

Un ritorno in grande stile, nel loro stile!
Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 27/08/12

Diciamo la verità: ci sono mancati. Il loro essere sopra le righe, la celebrazione dell’hard rock anni ’70 anche tramite un certo fare dissacrante, quei falsetti sfoggiati ad ogni minima occasione. “Permission To Land” ebbe il merito di riportare alla ribalta un certo tipo di rock che nei primi anni del 2000 pareva ormai dimenticato, “Onte Ticket To Hell... And Back” ebbe il demerito di non essere carico ed incisivo quanto il suo predecessore, forse anche a causa dei dissapori interni che iniziavano ad acuirsi. Agli sgoccioli di quest’agosto 2012, e dopo un lavoro durato oltre un anno, i The Darkness sfornano questo “Hot Cakes”: undici pezzi rock che sembrano non aver subito il "pit stop" durato sei anni e che riporta i Nostri su livelli qualitativi più che mai soddisfacenti.


Testi irriverenti che però lasciano spazio anche a momenti di vita vissuta (“Every Inch Of You” tratta dell’adolescenza di Justin Hawkins e dei suoi primi passi assieme ai suoi compagni d’avventura), schitarrate ed una voce che per fortuna, nonostante gli sforzi e gli eccessi susseguitisi negli anni, non accenna il minimo cedimento, neppure nei famigerati, altissimi acuti: i quattro inglesi hanno ripreso gli elementi vincenti del loro esordio discografico e li hanno uniti ad una conseguente maturità artistica e musicale che però non snatura il loro riconoscibilissimo stile. Ed Graham alla batteria e Frankie Poullain al basso eseguono un ottimo lavoro, imbastendo ritmiche robuste e dando quel tocco granitico che permette ai fratelli Hawkins di destreggiarsi in assoli e belle linee ritmiche di chitarre. Tra pezzi veloci ed adrenalinici ed alcune ballad dove si può apprezzare ancor meglio la maturità raggiunta nella stesura dei testi (“Forbidden Love”, “Love Is Not The Answer”, “Living Each Day Blind”), spunta una cover che i quattro inglesi eseguono da tempo in sede live, ma che solo ora trova anche una dimensione studio: stiamo parlando di “Street Spirit (Fade Out)” dei Radiohead. Scordatevi immediatamente la melanconia e l’atmosfera grigia ed intimista dell’originale, e fate invece spazio ad una versione carichissima e rabbiosa, lontana anni luce dalla filosofia di Tom Yorke e soci. Presa in giro verso i connazionali Radiohead? No, semplicemente la dimostrazione di come un ottimo brano etereo ed inquieto può essere reinterpretato anche in chiave più prosaicamente hard rock. I The Darkness hanno sempre dichiarato di amare i Radiohead ed il brano in questione e, dato che fanno rock, hanno ben pensato di adattarla al proprio stile musicale personale. Onestamente, il sottoscritto giudica il risultato assolutamente soddisfacente.


Hard Rock con chiare derivazioni dai Seventies, suonato con dovizia ed intarsiato d’assoli ed acuti al limite: questo è ciò che sono i The Darkness, e questo è ciò che sanno fare meglio. Un ritorno in grande stile, con la ritrovata coesione e voglia di divertirsi che si erano un po’ perse nell’ultimo lavoro in studio. Bentornati!





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