Edguy
Rocket Ride

2006, Nuclear Blast
Power Metal

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 13/08/12

Articolo a cura di Paolo Merli
 
Tobias Sammet è stato fondamentale all'interno della scena Power Metal. Primo vero e proprio segnale di rinnovamento all'interno di un ambiente in cui tutti i Big oramai erano dediti ad altro, egli ha avuto il merito di dimostrare che un ricambio generazionale non solo era possibile, ma in atto. Con gli Edguy prima, e con il mastodontico progetto Avantasia poi, ha scritto alcune delle più belle pagine del genere. Del resto, potersi permettere di comporre dischi come le due Metal Opera (e soprattutto riunire tutti gli artisti ivi presenti) avendo poco più di vent'anni, non può essere che segno di grande talento. 

Tornando in ambito Edguy, il primo vero e proprio cambiamento all'interno della carriera dei teutonici giunge questo "Rocket Ride". Se le prime avvisaglie si potevano già notare all'interno del capitolo precedente, il primo ascolto di questo lavoro è comunque spiazzante. Messe da parte diverse caratteristiche del power metal tedesco, ma mantenendone intatto la struttura portante, i Nostri hanno arricchito il loro sound di pesanti ventaure Hard Rock ed Heavy ottantiano, riducendo al minimo le cavalcate in doppia cassa - tipiche della formazione - in favore di canzoni più melodiche, di più facile presa, ed adatte anche ad un bacino d'utenza molto più ampio. Emblematico, in questo senso, il singolo "Superheroes", dal riuscitissimo ed orecchiabilissimo refrain (e dotato di un video promozionale in pieno Edguy-style), già presente nel precedente omonimo EP (da recuperare assolutamente, fosse anche solo per la notevolissima "Judas At The Opera", ultimo vero grande inno Power scritto da Sammet). E se il cambiamento di sound, in diversi casi, risulta azzeccato, con una manciata di buone canzoni, rimane comunque la sensazione che si sia perso qualcosa per strada. Del resto, pochi sono gli artisti che possono permettersi un cambio di suono così radicale e mantenere inalterata la (elevata) qualità del passato.
 
L'impressione è, quindi, quella di un discodi transizione, dotato di buone canzoni (l'opener "Sacrifice", la ballatona in odor di AOR "Save Me", il già citato singolo "Superheroes", il riuscitissimo divertissement "Trinidad") e che proietta Tobias Sammet e la sua creatura musicale in avanti; e solo il tempo ci saprà dire se dobbiamo gioire, o se rimpiangeremo per sempre i tempi di "Theatre Of Salvation".




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