Hellyeah
Band of Brothers

2012, Eleven Seven
Groove Metal

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 16/07/12

A due anni dal buon “Stampede” ritornano gli Hellyeah dell’indimenticabile batterista dei Pantera (e Damageplan) Vinnie Paul, con la consueta carica di groove metal e influenze southern.

Nonostante un inasprimento dei suoni, una maggiore pesantezza e un alone più cupo e meno spensierato, in questo terzo inciso, intitolato “Band of Brothers”, la ricetta dei nostri non è cambiata minimamente, offrendo musica di impatto, fatta da chitarroni groovy e ribassati, in cui l’ombra dei Pantera è praticamente onnipresente lungo tutta la durata del disco.

Un disco che punta tutto sull’immediatezza d’ascolto, non potendo offire altre chiavi di lettura, giocando su uno stile ormai oltremodo abusato e decisamente prevedibile, in cui la professionalità (indiscutibile) della line-up, composta da due membri Mudvayne (cantante e chitarra), Nothingface (chitarra) e Damageplan (basso), non riesce a destare la necessaria attrattiva per più di una manciata di tracce.

“Band of Brothers” è il tipico lavoro che sguazza nel campo della sufficienza, senza infamia e senza lode, sostanzialmente senza alcuna necessità, che probabilmente toglierà spazio ad altri prodotti più meritevoli ma dai nomi meno ingombranti.



01.War In Me    

02.Band of Brothers

03.Rage/Burn

04.Drink Drank Drunk    

05.Bigger God

06.Between You and Nowhere    

07.Call It Like I See It    

08.Why Does It Always    

09.WM Free

10.Dig Myself A Hole     

11.What It Takes To Be Me

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