Jack White
Blunderbuss

2012, Third Man Records
Alternative Rock

Jack White dà sfogo a tutto il suo estro...

Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 20/06/12

Collaborazioni, side-project che nel tempo sono comparsi come funghi, la nascita, l’ascesa e la fine del duo che l’ha visto ergersi sulle vette più alte del rock. Costantemente diverso eppure sempre aggrappato saldamento ad un unico punto fisso: lasciar sfogare, senza imporsi limiti, il proprio istinto creativo. Che sia un rock secco, diretto e di chiara ispirazione Seventhies , che sia semplice voglia di sperimentare e tuffarsi in qualsiasi altra cosa che apparentemente non c’entri nulla con la sua immagine creata coi White Stripes, Jack White è innegabilmente un personaggio dall’estro che stenta ad esser confinato su percorsi precisi e definiti. Anzi, se vogliamo, è fondamentalmente incontenibile ed inclassificabile.


Blunderbuss” è il primo disco che White presenta come vero e proprio lavoro solista, il primo che racchiude l’essenza musicale del compositore americano accennata poc’anzi: psichedelia, blues, rock puro, soul... tutte le influenze possibili sono riunite con maestria nelle 13 canzoni che compongono questo puzzle sonoro, eterogeneo ma tutt’altro che dispersivo. “Sixteen Saltines” è rock puro e diretto, “Freedom At 21” è ipnotica nella sua ridondanza, la schizofrenica “Take Me with You When You Go” ammalia sin dalla prima nota, ed una ballata acustica come la title track richiama alla mente i Led Zeppelin più mansueti. Nulla stride, tutto combacia perfettamente. La chiave di tutto ciò non è tanto negli arrangiamenti, quanto piuttosto nell’atmosfera generale che si respira nell’intero disco. Un’atmosfera rarefatta, curata e modellata con dovizia, dove momenti incisivi ed episodi placidi si rivelano indispensabili l’un l’altro, creando un perfetto ed inaspettato equilibrio di tutto il lavoro.


Difficile trovare un difetto rilevante in “Blunderbuss”: produzione, arrangiamenti ed interpretazione sono ad ottimi livelli, l’attenzione verso ciò che si sta ascoltando non scema mai troppo. L’estro di Jack White si è espresso senza limitazioni di sorta, pur non sfociando in un inutile e controproducente strafare. Un bel disco, di quelli che, purtroppo, non troppo spesso si riescono a trovare.





01. Missing Pieces
02. Sixteen Saltines
03. Freedom At 21
04. Love Interruption
05. Blunderbuss
06. Hypocritical Kiss
07. Weep Themselves To Sleep
08. I'm Shakin'
09. Trash Tongue Talker
10. Hip (Eponymous) Poor Boy
11. I Guess I Should Go To Sleep
12. On And On And On
13. Take Me With You When You Go

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