The Fray
Scars & Stories

2012, Epic Records/Sony Music
Pop Rock

Il dolore si trasforma in speranza nel terzo emozionante racconto firmato da Isaac Slade e soci
Recensione di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 06/06/12

Il viaggio come esperienza di vita, alla ricerca degli occhi della gente, alla ricerca di storie da raccontare e trasformare in musica. È una nuova ventata “umanista” quella che ha investito la creatività di Isaac Slade e soci, qui alla terza fatica discografica, ma non ci stupiscono affatto gli intenti del quartetto di Denver, Colorado. Chi ha imparato a familiarizzare con il nome The Fray sa bene che i Nostri, sin dall'esordio ufficiale avvenuto nel 2005, viaggiano per il mondo con una ricca collezione di “ferite e racconti” nella propria valigia (il singolo di successo “How To Save A Life” andava già ben oltre l'apparente malinconia del pianoforte, memore di un periodo vissuto a contatto con ragazzi “al margine”, dell'impossibilità di fornire loro un aiuto concreto). A fronte di questi episodi più o meno recenti, “Scars & Stories” appare come l'approdo finale di una band che ha saputo riempire di significati profondi un sound leggero e radiofonico che, spesso e volentieri, è stato erroneamente associato alla lacrima facile e al melodramma delle serie televisive americane (degna di biasimo, per quanto ci riguarda, la strumentalizzazione di questo genere musicale da parte dei media).

Il singolo “Heartbeat”, nato dall'incontro con una donna testimone di un terribile genocidio in Ruanda, traduce molto bene il carattere della band: la batteria che impara a fondersi con il battito del cuore, il crescendo di chitarre e pianoforte che si trasforma in brividi sulla pelle... Il trademark dei Nostri emerge più prepotente che mai in “Run For Your Life”, perfetta nei ripetuti scambi di abbracci tra gli arpeggi e la voce graffiante e vissuta del buon Isaac, bellissima nel suo invito a correre attraverso la vita, un po' come nell'immagine vintage che campeggia in copertina. Ma le sorprese non finiscono, perché gli assoli di “The Wind”, gli archi di “I Can Barely Say” sono stille di malinconia che sbocciano in nuova speranza ed enfatica consapevolezza, nobilitando il background di ricordi alla base di un disco sentito e carico di emozione. Una leggera inflessione “folk” in “48 To Go” e qualche parallelismo con i Keane più recenti (e più deboli) nelle tastiere giocose di “Rainy Zurich” non possono scalfire l'ispirazione di un album così personale e incredibilmente valido in ambito pop rock.

Con “Scars & Stories” i The Fray si confermano tra le band di punta di una corrente (il pop rock più drammatico e “televisivo”) che fa tesoro del dolore raccolto lungo la strada e lo immortala in un disco che, nella sua disarmante semplicità esecutiva, trova il tempo di raccontarci le storie più belle, sussurrandole alle nostre orecchie.





01. Heartbeat
02. The Fighter
03. Turn Me On
04. Run For Your Life
05. The Wind
06. 1961
07. I Can Barely Say
08. Munich
09. Here We Are
10. 48 To Go
11. Rainy Zurich
12. Be Still

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