Running Wild
Shadowmaker

2012, SPV
Heavy Metal

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 03/05/12

Recensione a cura di Erika Baini

A distanza di sette anni da “Rogues En Vogue” ecco che tornano sul loro veliero da combattimento i tedeschi Running Wild capitanati dallo storico fondatore Rock n Rolf Kasparek. Il nuovo lavoro intitolato “Shadowmaker”, che vede la luce dopo un intenso periodo di stallo per la nostra pirate band, combina elementi stilistici tipici del linguaggio piratesco dell’epoca di “Under Jolly Roger” senza rinunciare a nuovi elementi e sviluppi logici; una pausa dalla scena musicale abbastanza lunga ma sicuramente fruttuosa e feconda di nuove tecniche e idee che hanno conferito a “Shadowmaker” un impulso decisamente fresco e una continua crescita artistica che ha luogo in una continua ricerca artistico/musicale. Lo stesso Kasparek parla di una consapevolezza  consistente nel fatto che non si può mai raggiungere una meta predefinita ma che occorre rintracciare di continuo la necessità di sperimentare ripetutamente per maturare; fare tabula rasa del passato e ricominciare da capo: questa è l’unica strada per dare voce allo spirito creativo e fare musica sempre più nuova, originale e lontana dalla routine.

Oltretutto le dieci tracce di “Shadowmaker” sono state composte dallo stesso Rock n Rolf Kasparek nel più breve tempo possibile proprio con lo scopo di conferire all’album un’inedita freschezza e un’intensa spontaneità. Come in una sorta di miscelatore dal tema classico piratesco di “Riding On The Tide” e “Siling Fire” si passa alla trilogia di “Black Shadow”, “Shadowmaker” e “Into The Black” per parlare delle problematiche mondiali contemporanee per poi approdare a un clima di sensazioni interamente positive racchiuso in “Piece Of The Action”. All’interno di questo scontro tra forze negative e positive ecco che prende piede l’attitudine filosofica di “I Am Who I Am”, in cui traspare senza mezzi termini il pensiero di Rolf Kasparek: io sono colui che sono. Un collage di tematiche e temi filosofici aleggiano su riff chitarristici e bassistici che schizzano via velocemente sulla ritmica serrata di una batteria pestata ferocemente: il tutto impresso a fuoco dalla possente e incisiva voce di Rock n Rolf.

I Running Wild sono tornati a bordo del loro veliero per solcare ancora una volta i mari del mondo e ora… Chi li ferma più?



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