Cursioità
Uno studio rivela: i metallari sono più numerosi tra i non credenti


pubblicato in data 02/12/18 da Simone Zangarelli

Un recente studio pubblicato sul sito australiano The Conversation, condotto dal sociologo Haydn Aarons, ha osservato il legame tra gusti musicali e fede religiosa. In particolare è emerso che i fan della musica metal sono di gran lunga più diffusi fra i non credenti, mentre coloro che professano una religione preferiscono generi musicali più intellettuali.

 

Aarons commenta così i suoi risultati:  "I gruppi cristiani più teologicamente conservatori hanno anche molte più probabilità di evitare le forme popolari di musica rispetto ai non religiosi ... Al contrario, i cristiani e i fedeli praticanti sono orientati verso generi intellettuali come la musica classica e l'opera. Tra i regolari partecipanti alla chiesa, il 43% ha frequentato regolarmente concerti di musica classica e opere, contro il 29% di quelli che non frequentano mai la chiesa".

 

Sempre secondo il sociologo i cristiani tendono a evitare "rock, heavy metal e rock alternativo", probabilmente a causa di un'"avversione morale basata su un percepito incitamento al sesso e alla violenza associati al contenuto dei testi". In questo senso la musica classica è meno esplicita ed è stata centrale per le liturgie ecclesiastiche.

 

Aarons ci tiene a precisare: "ci sono pericoli nel mescolare la morale e la musica. Jazz, rock, heavy metal e blues sono stati spesso demonizzati (letteralmente come "la musica del diavolo") poiché inciterebbero passioni particolari. Questi generi sono stati comunque fatti propri dai gruppi religiosi stessi, ma la mia ricerca suggerisce che il disagio permane nelle loro strutture secolari."

 

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