Attualitá
Judas Priest, Rob Halford sulla sua omosessualità: "Siamo nel 2017 e ancora ciò che sono non è accettato dalla società in cui vivo"


pubblicato in data 27/08/17 da Sophia Melfi

In una recente intervista alla radio "Fox Sports 910 Am, The Freak with Kenny and Crush", il cantante dei Judas Priest, Rob Halford, ha parlato della sua omosessualità e della discriminazione che tutt'ora vive la comunitá omosessuale, con annessi problemi relativi alla legalizzazione dei matrimoni gay in alcune parti del mondo.

 

Halford, la cui omosessualità è nota da oltre 20 anni, dichiara: "Sono cosí frustrato, voglio dire siamo nel 2017 e ancora ció che sono non é accettato dalla societá in cui vivo. Siamo tremendamente esclusi da uguaglianza e pari diritti. Sentivo come se dalla mia adolescenza, dai miei vent'anni o trenta le cose potessero cambiare, ma non é stato cosí. La strada é ancora lunga in America e per il paese da cui provengo. In alcune parti del mondo, la gente vorrebbe vedermi impiccato o vorrebbe che mi gettassi da qualche palazzo solo perché sono ció che sono. Ci sono ancora molti pregiudizi ed ingiustizie verso gli omosessuali e la comunitá di colore del nostro paese. [...] Questo é un mondo strano. Dovremmo solo vivere e lasciar vivere, amarci l'un l'altro e accettarci per ció che siamo. La vita é cosí breve".

 

Ha poi continuato: "La difficoltá che viviamo quotidianamente é quella di cercare di vivere la vita degli altri, preoccuparsi troppo per ció che pensa la gente, non amando o accettando in primis se stessi. Bisogna imparare ad amarsi e vivere la propria vita senza timori. All'inizio ero molto preoccupato per la risposta che avrei avuto dalla comunitá metal e dal pubblico, ma all'improvviso iniziai a ricevere lettere d'affetto inaspettate che dicevano che non dovevo preoccuparmi, perché mi avrebbero accettato e rispettato per ció che ero. Capí che la comunitá metal, a lungo priva di rispetto, era quella con la mentalitá piú aperta ad accettare qualsiasi tipo di musica rock 'n roll, indipendentemente da tutto."

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