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Alice Cooper: "Penso sempre che ogni mio nuovo album sarà il migliore della mia carriera, non ho intenzione di fermarmi"


pubblicato in data 05/06/18 da Paolo Spera

Il leggendario Alice Cooper è stato recentemente intervistato dai microfoni di Radio Lazer 103.3 riguardo la sua incredibile carriera, parlando anche di quali sono gli stimoli che lo incentivano ad andare avanti.

 

Riguardo "Paranormal", ultimo album recentemente pubblicato dichiara: "Quando si pensa alla parola "paranormale" -mi sono anche informato!- automaticamente si fa riferimento a qualcosa di spettrale. In realtà significa "diverso dal normale". E paranormale, infatti, è stato tutto ciò che riguarda la mia carriera. Ho pensato a tutto ciò che ha reso Alice Cooper ciò che è oggi e quella parola descrive perfettamente ciò che sono stato, e ciò che continuo ad essere oggi.

La mia carriera è completamente diversa da quella che hanno avuto i Creedence Clearwater Revival, ad esempio. La mia band ha introdotto qualcosa di bizzarro, cioè qualcosa di nuovo e che avrebbe sconvolto tutti. Inizialmente per gli altri sei un folle, poi sei un genio. Se non sei accettato dagli altri sei un'idiota. Era un grosso rischio, ma allo stesso tempo non avevamo nulla da perdere. Eravamo una band come tutte le altre, tranne per il fatto di essere estremamente teatrali, così ho pensato che avremmo potuto scrivere ogni nostra canzone in un modo che si avvicinasse al nostro modo di apparire. Ci siamo detti: "Nessuno ha mai fatto qualcosa di simile, facciamolo!". Questo modo di fare ha reso tutto molto più naturale per noi".

 

Alice ha poi parlato della longevità della sua carriera: "Non sono una persona che ama guardare verso il passato, ma apprezzo che i miei brani si identifichino in esso, rendendoci parte di qualcosa che è stato di grande importanza. Quindi mi fa piacere che album come "School's Out" abbiano rotto molte barriere ed abbiano fatto la storia. "Billion Dollar Babies", ad esempio, era un album molto teatrale per poter arrivare al numero uno delle classifiche. Invece andò alla grande, ed è questo ciò che ci rende unici. Sapere che restare fedeli a se stessi è l'unica cosa che conta davvero".

 

Conclude: "Non esiste un limite di età per ritirarsi. Guarda Mick Jagger o Paul McCartney! Quei due sono ancora impegnati nei loro tour dopo 60 anni circa. Bisogna chiedersi se si è ancora fisicamente capaci di farlo, o se si è mentalmente pronti per continuare. Io la vedo così: se non avessi mai pensato che il mio prossimo album sarebbe stato il mio miglior album, allora mi sarei fermato. Vado ancora avanti! Non ho nessun problema di salute, quindi non capisco perché dovrei fermarmi adesso!".

 

Ascolta qui l'intervista!