Prog Rock
Opeth: niente growl sul prossimo album


pubblicato in data 04/06/11 da Marco Belafatti
Gli Opeth hanno da poco annunciato la pubblicazione del loro nuovo album, Heritage (qui la discussa copertina ad opera di Travis Smith), ed è già polemica tra i fan.

Ecco le prime "scottanti" rivelazioni da parte del frontman Mikael Åkerfeldt sull'atteso decimo parto discografico della band svedese.

La durata dell'album si aggirerà attorno ai 56 minuti. Nel disco non vi sarà traccia di growling vocals (soluzione sfruttata dai Nostri solamente all'epoca di "Damnation"), né di muri di chitarra. Abbonderanno invece le parti di synth, mellotron e pianoforte. Alcune intro sono state realizzate con strumenti quali clarinetto e contrabbasso.

Tra le influenze del disco sono stati citate band del calibro di Black Sabbath, The Beatles, King Crimson, Cream, Rainbow, Pink Floyd, Deep Purple, Piirpauke, My Dying Bride, Jethro Tull, Iron Maiden e generi quali musica classica, jazz, folk e funk.

Stando ad altre dichiarazioni, il buon Mikael sembrerebbe essersi stancato delle sonorità estreme già nel corso degli anni 90. "Questo è il genere di disco che ho in mente da vent'anni", ha dichiarato Åkerfeldt, aggiungendo, tuttavia, che la sua realizzazione non sarebbe mai stata possibile senza le radici metal degli Opeth. "Non ci importano le opinioni della gente", ha aggiunto il cantante/chitarrista, "se gli estimatori del death metal non apprezzeranno il disco, saranno fatti loro".