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Roger Waters: l'artista accusa i Radiohead di supportare Israele


pubblicato in data 12/08/17 da Pamela Piccolo
Continua da mesi la diatriba tra Roger Waters e Thom Yorke in merito alla decisione dei Radiohead di tenere un concerto a Tel Aviv, spettacolo organizzato ormai per lo scorso 20 luglio e apparso essere il più lungo dell'ultimo loro decennio.

Yorke e la sua band si sono difesi affermando di non approvare il Primo Ministro israeliano Benjamin più di quanto non approvino Trump, ma che comunque avrebbero continuato a suonare in America. 

Ora, Waters afferma che esibirsi in Israele significa appoggiare il governo al comando. "I portavoce di quel governo hanno detto quanto sono emozionati, che questa è la cosa migliore che sia accaduta al loro Hasbara, che spiega al resto del mondo quale meravigliosa e preziosa democrazia Israele sia".

Il concerto dei Radiohead in Israele può essersi tramutato in una dichiarazione pubblica di appoggio delle politiche del governo. "I Radiohead sono stati aspramente criticati da tutti coloro con idee progressive sui diritti umani perché hanno fatto quel passo", ha continuato Waters ai microfoni di RT contestando, infine, l'affermazione di Yorke circa il fatto che la sua performance, e la relativa organizzazione, sarebbe stata identica se avesse suonato nell'America di Trump: "I cittadini statunitensi non hanno chiesto ad artisti internazionali di stare lontani perché sono un Paese occupato. I cittadini israeliani si sono appellati a tutti gli artisti, scrittori, musicisti, attori, registi, chiunque nel resto del mondo, per osservare il picchetto che è stato disegnato".