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Metallica, Lars Ulrich: "A volte mi chiedo cosa penserebbe Cliff Burton oggi della nostra musica.."


pubblicato in data 13/11/17 da Paolo Spera

Durante un'intervista, Lars Ulrich ha risposto ad una domanda che ha destato non poco interesse da parte dei fan dei Metallica.

 

Un giornalista ha chiesto al celebre batterista cosa penserebbe oggi il compianto bassista della band, Cliff Burton degli album che i Metallica hanno composto dopo la sua morte e soprattutto quali avrebbe apprezzato di più tra "The Black Album" ("Metallica"), "Load" e "Reload"..

 

Lars ha immediatamente risposto con ironia: "La risposta è più semplice del previsto: li amerebbe tutti!", ma successivamente, dopo aver definito la questione "importante e seria" non ha esitato a dare una risposta! 

Spiega: "Invecchiando, l'unica cosa che la gente continua a ripetermi è cosa sarebbe successo se tutto ciò non fosse accaduto..Beh, sicuramente se ci fosse lui qui adesso avremmo una conversazione decisamente diversa!". Continua: "Penso che ci sarebbe stata un'evoluzione e credo che se lui fosse ancora qui il nostro suono sarebbe totalmente diverso per molti aspetti. Non sono il tipo che ama dare risposte definitive, ma penso che anche lui avrebbe sicuramente dato il suo contributo alla band". 

"Cliff era incredibilmente felice di essere un musicista. Più volte avrebbe voluto dire la sua e fare a modo suo, ma ben presto anche lui si è reso conto di quanto sia importante stare in una band. "Orion", ad esempio, è uno dei brani che ha apprezzato di più ovviamente. Far parte di una band comunque significa che a volte devi accettare dei compromessi, altrimenti tutto ciò al quale puoi aspirare è una carriera solista".

 

Lars ha infine raccontato di come affrontò la morte di Cliff Burton, spiegando che "in quel periodo nessuno poteva aspettarsi ed affrontare quel tipo di tragedia, per cui qualsiasi bottiglia di vodka ha aiutato a rendere quel periodo meno instabile".

Conclude: "Non ci siamo mai chiesti se i Metallica avessero dovuto abbandonare le scene. Eravamo giovanissimi e non avevamo nessuna intenzione di riunirci attorno ad un tavolo chiedendoci quale sarebbe dovuta essere la nostra prossima mossa. Abbiamo affrontato tutto ripetendo semplicemente nelle nostre teste: "Cliff avrebbe voluto che continuassimo". Ed oggi penso che, sì, Cliff avrebbe voluto così, ma quando hai 22 anni, non sai come affrontare queste situazioni".