Young The Giant - European Tour 2019
28/09/19 - Santeria Toscana 31, Milano


Articolo a cura di Cristina Cannata
A cinque anni dalla loro ultima comparsa in Italia, dalla California con furore, per la gioia dei fedeli fan, fanno il loro ritorno in Italia gli attesissimi Young The Giant

Un solo show nel Bel Paese per la band californiana, toccata e fuga a Milano. Proprio con questa data infatti - sold out da mesi - Sameer Gadhia e compagni chiudono in bellezza la leg europea del loro tour in promozione dell'ultimo nato "Mirror Master", uscito circa un anno fa.

Di acqua sotto i ponti ne è passata dal loro esordio: l'omonimo debut album "Young The Giant" si era presentato come un inaspettato successo, regalando i due singoli forse più conosciuti della band "Cough Syrup" e "My Body". Da allora di pratica ne ha fatta, la band di Irvine, e lo ha dimostrato sia in studio - con la pubblicazione di quattro album in otto anni, in cui la principale protagonista è stata la sperimentazione e l'evoluzione di stile - sia on stage, calcando palchi di tutto il mondo e collezionando, senza troppa fatica, show sold out. Insomma, onore al merito e all'impegno. 

L'entrata de La Santeria si affolla in breve tempo quando ancora c'è luce in cielo. L'inizio del concerto è infatti previsto per le 20.15, orario al quanto inusuale per quello a cui il pubblico italiano è generalmente abituato, ma la cosa non dispiace, anzi.

Invocati a gran voce dai trepidanti fan, i giovani californiani salgono puntualissimi sul palco e subito cominciano a dare spettacolo. Gadhia inizia a rimbalzare da un lato all'altro del palco, scatenando l'entusiasmo ed il coinvolgimento dei presenti, che subito abbozzano un movimento di bacino e  il riscaldamento delle ugole, che iniziano ad urlare quando il frontman inizia a sfoggiare, prima sulle sue spalle poi tenendola stretta in pugno, la bandiera italiana. D'altronde su una cosa possiamo star sereni: se c'è qualcosa in cui questa band non ha mai peccato è il loro modo di stare sul palco. Una presa invidiabile sul pubblico, coinvolgimento a 360 gradi, con il loro savoir-faire e il loro standing. Quello che offrono i Young The Giant è uno spettacolo di puro divertimento, un'immersione totale nelle loro vibrazioni californiane, all'insegna dell'entusiasmo. 

La setlist è costruita megistralmente per non deludere nessuno, nè fan di vecchia data e nè tanto meno i nuovi adepti. Un equilibrio certosino, decisamente corretto, che concede lo stesso spazio a tutti e quattro gli album della band, con una leggerissima maggiore attenzione - dovuta-  agli gli ultimi due. Dinamicità è la parola d'ordine su cui si sviluppa la scaletta: niente punti morti, una costante progressione emotiva, ora più d'impatto (come ad esempio durante "Something To Believe In" o "Heat of the Summer") ora più delicata e rilassata ("Apartment" e "Firelight"). 

Esattamente come quattro anni fa, i Young The Giant, confermano la loro padronza tecnica: la voce del frontman, che si destreggia abilmente fra due diversi microfoni, è grintosa ma pulita, senza sbavature anche durante i momenti più alti della performance, quando si avvale anche dell'aiuto del fido tamburello. Le chitarre si equilibriano costruendo in maniera ligia le strutture, ma sempre con una grinta coinvolgente; anche la sezione ritmica risulta perfettamente calibrata e decisamente sul pezzo. Zero critiche. 

In più, in quattro anni i ragazzi ne hanno avuto di tempo per esercitarsi e lo si vede in maniera chiara: l'armonia tra i membri della band è perfetta e si riversa sia nella resa dello show sia nel coinvolgimento del pubblico, che balla e canta senza sosta, con apici durante l'attesissima "Cough Syrup" e "Mind Over Matter". 

Dopo circa un'ora di show, e qualche minuto fuori dal palco, c'è ancora tempo per un finale con i fiocchi: l'encore fa ballare e cantare tutta la sala in maniera unanime, senza risparmiare nessuno, nemmeno il tecnico del suono che proprio non ce la fa a stare composto. E poi la frizzante chiusura con l'immancabile "My Body", quasi un mantra della band, l'espressione sacra del loro entusiasmo e della loro filosofia di fare musica. Un momento che fa letteralmente tremare le pareti del locale. 

Nonostante l'ora e mezza scarsa di concerto, anche questa volta i Young The Giant hanno offerto uno spettacolo di estrema qualità, in cui la band californiana ha fatto divertire e si è divertita, perchè lo spirito della musica è anche questo: condivisione di sensazioni e di emozioni. Grazie, alla prossima. 

Setlist 

Oblivion
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Something to Believe In
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Apartment
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Heat of the Summer
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Amerika
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Nothing's Over
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Home of the Strange
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Titus Was Born
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Firelight
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Cough Syrup
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Mind Over Matter
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Call Me Back
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Encore:
Superposition
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Tightrope
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Silvertongue
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My Body 
 
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