Steel Panther Tour 2016
28/09/16 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Marilena Ferranti

Dopo aver dato fuoco alle polveri del Download Festival ed essere stati travolti dall'incredibile ondata di recensioni incandescenti per l'omonimo album di debutto di quest'anno - Frontiers Records-, gli hard rockers britannici Inglorious approdano all'Alcatraz di Milano per aprire lo show dei glitteratissimi Steel Panther. Nathan James, uno dei migliori vocalist attualmente in circolazione, (noto per la sua partecipazione a The Voice della BBC e SuperStarr di ITV), ha già annunciato di essere in pieno fermento creativo per la realizzazione del secondo album atteso per la primavera del 2017; complimenti e ovazioni nei confronti di questa band sono arrivati da nomi come Brian May, Glenn Hughes e Steve Lukather, e nel caso in cui aveste perso l'occasione di goderveli dal vivo niente paura: gli Inglorious avranno un calendario piuttosto fitto per i mesi a venire. Oltre al tour Europeo con gli Steel Panther li attendono infatti svariati Festival, date in UK con i The Dead Daisies e la Monsters of Rock Cruise 2017.

 

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Il live si apre prestissimo, intorno alle 19.30, quando l'Alcatraz è ancora piuttosto "arioso" - la maggior parte del pubblico si riverserà nel parterre verso le 21,00 - e gli Inglorious gettano benzina sugli animi dei presenti partendo con una hit "Until I die" che arriva come un pugno in faccia, complice la splendida vocalità del frontman e una band di altissimo livello. Il pubblico si scalda in fretta con "Break Away" e "I Surrender" ma è con "High Flying Gipsy" che l'essenza hard rock della band si espande come un vento caldo sul parterre. Una menzione speciale va sicuramente alla chitarra di Andreas Zäta Eriksson, eccentrico e carismatico svedese che aggiunge una scarica di blues e gusto ad ogni esecuzione, attraversando il palco a grandi falcate con il suo cappello a tesa larga e la giacca con le code. Segue una riuscitissima cover dei Whitesnake, e alcuni dei pezzi che hanno riscosso maggior successo, come racconta lo stesso James, attraverso i numerosi passaggi radiofonici in UK. Nel complesso un breve ma inteso live di altissimo livello, il potenziale di questa band, già prepotentemente affermata in patria, esploderà presto in maniera esponenziale.

 

SETLIST

 

Until I Die
Breakaway
I Surrender (Russ Ballard cover)
High Flying Gypsy
Warning
Fool for Your Loving (Whitesnake cover)
You're Mine
Holy Water
Unaware

 

Ed eccoci ai veri mattatori della serata, un divertentissimo caso di "parodia heavy metal" nata sul cemento della Sunset Strip di Los Angeles e cresciuta supportando mostri sacri come Guns N 'Roses, Mötley Crüe e Judas Priest. Una filosofia, la loro, che conquista a suon di rock'n'roll e irriverenza al limite della legalità. Un tripudio di parrucche cotonate (numerose anche tra i fans), spandex leopardati, bandane e macchine eoliche industriali che non lascia scampo nemmeno ai più "composti" delle ultime file. Michael Starrr, frontman con l'attitudine da passerella e una voce che non delude mai, ci ha abituati alle sue gag irresistibili, grazie anche al supporto delle sue "spalle" ormai perfettamente collaudate. Il bassista androgino Lexxi "Barbie" Foxx che trascorre gran parte dello show a pettinarsi, incipriarsi e a ripassarsi il lucidalabbra rosa davanti alla sua personalissima specchiera e il chitarrista tutto muscoli e parrucca Russ "Satchel" Parrish offrono anche quest'anno uno show travolgente (niente di nuovo ma sempre assolutamente godereccio) che permette di sorvolare senza troppe difficoltà anche sulla misoginia e il sessismo galoppanti di cui sono imbevuti i loro pezzi. Ma questo è il loro gioco, il loro punto di forza e l'autentica, grottesca bellezza dei loro personaggi: in fondo, come chiese una volta Nigel Tufnel: "Cosa c'è di sbagliato nell'essere sexy?" (ndr Nigel Tufnel è un personaggio immaginario del film mockumentary del 1984 "This Is Spinal Tap". Nel film, il chitarrista della band è interpretato da Christopher Guest).

 

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 L'assetto dell'Alcatraz di questa sera è da "palco B", e la scaletta, fatto salvo per il pezzo introduttivo che accompagna la band sul palco (I Love It Loud - KISS) prevede solo pezzi originali. Il parterre, finalmente gremito, si lascia coinvolgere da subito con una carrellata di hits che mettono d'accordo tutti come "Eyes of a Panther", "Just Like Tiger Woods" e "Party Like Tomorrow Is the End of the World". Michael Starr è di ottimo umore e scherza col pubblico ricordando con affetto che stasera indossa gli stessi pantaloni leopardati che indossava a marzo del 2015 proprio all'Acatraz (facendo intendere di non averli mai lavati da allora). Satchel conquista con il consueto siparietto durante il quale, leggendo alcune frasi in italiano che si è precedentemente annotato sul palmo della mano, incita il pubblico a suon di sfottò creando un'atmosfera da stadio. "Asian Hooker", "Turn Out the Lights", "Let Me Cum In" accendono definitivamente la festa, e ci preparano al momento del guitar solo di Parrish, con una serie ammiccante di celebri riffs (Black Sabbath, ACDC, Iron Maiden, Guns ‘n' Roses) che vedono la totale partecipazione del pubblico. Segue il momento acustico con "It Won't Suck Itself" e "She's on the Rag" e viene invitata sul palco una ragazza delle prime file che si accomoda visibilmente emozionata su uno sgabello, godendosi l'esilarante monologo di Starr. Michael, constatandone la giovane età (19 anni) innesca un boato di risate annunciando un "grandpa's boner" e dando il via ad una gustosissima improvvisazione dai toni simpaticamente volgari che gira intorno al nome della "malcapitata" Michelle. Si prosegue ancora in acustico con "Girl From Oklahoma" e cominciano salire sul palco - con l'aiuto dagli energumeni della security che le "pescano" dalle transenne-, una serie di ragazze pronte a scatenarsi sul palco come showgirls navigate sulle note di "17 Girls in a Row" e "Gloryhole". Si chiude con "Community Property" e "Death to All but Metal" prima della pausa pre-encore, che arriva acclamato a gran voce con "Fat Girl (Thar She Blows)" e "Party All Day (Fuck All Night)", durante la quale perfino gli Inglorious, rimasti a godersi lo show accanto allo stand del merch, cantano tra il pubblico insieme ai fans. Niente bombe ai coriandoli stasera, e un po' spiace, ma l'esplosione di colori, suoni e divertimento allo stato puro di una serata davvero riuscita non lascia l'amaro in bocca, a testimonianza che la musica live, in queste occasioni, è più viva che mai.

 

SETLIST

 

I Love It Loud
(KISS song)
Eyes of a Panther
Just Like Tiger Woods
Party Like Tomorrow Is the End of the World
Asian Hooker
Turn Out the Lights
Let Me Cum In
Guitar Solo
It Won't Suck Itself
She's on the Rag
(Alternate version, Acoustic)
Girl From Oklahoma
(Acoustic)
17 Girls in a Row
Gloryhole
Community Property
Death to All but Metal
Encore:
Fat Girl (Thar She Blows)
Party All Day (Fuck All Night)




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