Sabaton - The Great Tour 2020
28/01/20 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Fabio Polesinanti

Nonostante sia solo l'inizio dell'anno, è già tempo per uno dei live più attesi del 2020: il "The Great Tour" si prepara a invadere l'Alcatraz di Milano e a inondare un tranquillo martedì sera con un'energia incredibile. I Sabaton, forti dell'ultimo album "The Great War" ottimamente accolto da critica e pubblico, mettono insieme una produzione decisamente mastodontica per quello che è forse il tour da headliner più ambizioso della loro carriera, testimoniato anche dai loro numerosi truck fuori dal locale meneghino. Joakim e compagni inoltre si fanno accompagnare da due band, ApocalypticaAmaranthe, che non hanno certo bisogno di presentazioni, e che arricchiscono e completano un concerto imperdibile per gli appassionati del genere.

 

AMARANTHE

 

Mentre il locale comincia a riempirsi, alle 19 spaccate la band di Elize Ryd piomba sul palco e travolge i presenti sin dalle prime note. Il gruppo svedese si mostra subito in formissima, e i tre cantanti si alternano con grande carisma in una scaletta decisamente varia. L'ultimo lavoro in studio datato 2018, "Helix", viene rappresentato da 2 brani, la title track e "GG6", mentre il resto della setlist spazia attraverso l'intera discografia: dall'energica "Digital World" alla mai banale "Hunger", passando per la dolce "Amaranthine" cantata insieme al pubblico; e poi ancora coinvolgimento con le accattivanti "That Song" e "Call Out My Name". Il pubblico gradisce e si lascia trascinare per 45 minuti che volano via, consegnandoci una band solida che dimostra ancora una volta di saper stare sul palco. Non poteva esserci altro miglior modo di iniziare la serata!



SETLIST

Maximize

Digital World

Hunger

Amaranthine

GG6

Helix

That Song

Call Out My Name

The Nexus

Drop Dead Cynical 

 

APOCALYPTICA

 

Dopo una breve pausa, si cambia decisamente genere: a entrare in scena è uno dei gruppi più particolari dell'intero panorama metal mondiale, gli Apocalyptica. La band finlandese non ha certo bisogno di presentazioni, ma c'è sicuramente tanta curiosità da parte dei fan dei padroni di casa, che probabilmente questa sera hanno potuto assistere a un concerto unico. I tre violoncellisti riempiono il grande palco con i loro strumenti e il loro carisma, e accompagnati dalla sola batteria, fondono musica classica ed heavy metal in maniera spettacolare, danzando letteralmente su quel filo sottile sospeso tra talento e follia. "Rise", dal nuovissimo album "Cell-0", "Path" e "Grace" lasciano il pubblico decisamente ammaliato, e gli applausi fragorosi di un Alcatraz ormai pieno sono la testimonianza di una proposta musicale che riesce a convincere anche i più scettici. I finlandesi inoltre ospitano Elize degli Amaranthe per la rivisitazione di "Seemann" dei Rammstein e per "I Don't Care" (da "Worlds Collide"), rendendo l'atmosfera ancora più speciale. Ma è con le cover dei Metallica che il pubblico esplode letteralmente: se da un lato ogni metallaro che si rispetti canta, salta e poga con "Seek & Destroy", dall'altro non può fare altro che emozionarsi con la conclusiva "Nothing Else Matters", per un finale da pelle d'oca.

 

SETLIST

Rise

En Route to Mayhem

Path

Seemann

I Don't Care

Grace

Seek & Destroy

Hall Of The Mountain King

Nothing Else Matters 

 

SABATON

 

Un telo con il logo della band di Falun ricopre il grandissmo palco, e il desiderio di vedere finalmente all'opera gli headliner di questa serata si fa ormai palpabile. Un'intro lunga ed evocativa ci accompagna sino all'attesissimo momento in cui il telo cade e la band apre il fuoco con la tradizionale opener "Ghost Division". Salta subito all'occhio l'immenso palco allestito per questo tour: megaschermo centrale sotto il quale risalta la scritta "THE GREAT WAR", e un enorme carro armato che racchiude la batteria di Hannes; il tutto contornato da sacchi da trincea e filo spinato, per ricreare alla perfezione il clima bellico che la band riporta costantemente nelle tematiche dei propri brani. Decisamente una produzione imponente per uno show indoor, segno che i Sabaton hanno voluto decisamente puntare in alto nella cura del visual impact della dimensione live.

 

Uno show, questo, che nella sua prima parte è incentrato sostanzialmente sull'ultimo album, sia per il successo che lo stesso ha avuto, sia per la perfetta attitudine della maggior parte dei brani a essere suonati dal vivo. Ed ecco che la title track "Great War", uno dei brani più riusciti del disco, fa il suo ingresso trionfale in un Alcatraz già in visibilio. A seguire ancora le nuove canzoni, che nell'aspetto live acquistano senza ombra di dubbio un valore aggiunto: "The Attack Of The Dead Men" vede i membri uscire sul palco con impermeabili e maschere anti gas, per enfatizzare maggiormente l'oscurità del brano; mentre "Seven Pillars Of Wisdom" e "82nd All The Way" risultano semplicemente trascinanti. Nel pieno stile della band, sempre divertente ed autoironico, Tommy introduce in maniera davvero originale un altro pezzo da novanta dell'ultimo lavoro in studio: in un ottimo italiano ci mostra quella che sembra la riproduzione dell'aereo del Barone Rosso, ma che in realtà si rivela essere una tastiera a tutti gli effetti e, con grande stupore e divertimento di tutti i presenti, accenna a "Una Canzone d'Amore" del nostrano Max Pezzali prima di partire finalmente con l'intro di "The Red Baron". Il compito di chiudere la prima parte dello show spetta a "Night Witches", lasciando negli astanti un retrogusto di incompiutezza.

Ma l' "Act II" non tarda ad arrivare: l'incipit vede la presenza inaspettata e decisamente gradita degli Apocalyptica, che divideranno il palco con i Sabaton per l'esecuzione di alcuni brani. Il gruppo finlandese  impreziosisce, non solo a livello sonoro, "Fields Of Verdun", "The Lion From The North" e "Carolux Rex"; e una citazione di rilievo va fatta per "The Price Of A Mile", che grazie ai violoncellisti si carica di un pathos e di una magia particolari. Davvero bello vedere le due band insieme così complici nel creare, dall'unione di due stili così diversi, un momento davvero speciale. L'ultima parte è un omaggio ai classici della band: fatta eccezione per "Bismarck", ultima estratta da "The Great War", si alternano l'immancabile "Primo Victoria", su cui ogni singolo metalhead salta e si scatena, a quello che è ormai considerato l'inno indiscusso della band svedese "Swedish Pagans", accompagnato dall'instancabile coro della folla. Chiude definitivamente lo show "To Hell And Back", e la band si congeda con la foto di rito assieme al pubblico, in cui tanti sono i sorrisi di soddifazione per un concerto che ha probabilmente superato ogni aspettativa.

Una cosa è certa: i Sabaton potranno piacere o meno, ma è fuori di dubbio che in sede live sappiano dare ed esprimere sempre quel qualcosa in più in termini di coinvolgimento, dinamismo e simpatia, e quell'attitudine che, anche collegata al genere proposto, riesce sempre ad entusiasmare il pubblico. Questa serata non poteva essere da meno. Aggiungendo un palco ed una scenografia di primo livello, e due fantastiche band a coronare la line-up, si può certamente affermare che la tappa milanese del "Great Tour" rimarrà indimenticata. Citando lo stesso gruppo svedese nella canzone "The Red Baron": "Higher, the king of the sky, He's flying too fast and he's flying too high", non si può non pensare che i Sabaton stiano davvero conquistando, passo dopo passo, vette sempre più alte.

 

SETLIST

Ghost Division

Great War

Attack Of The Dead Men

Seven Pillars Of Wisdom

Lost Battallion

The Red Baron

The Last Stand

82nd All The Way

Night Witches

Angels Calling

Fields Of Verdun

Price Of A Mile

The Lion From The North

Carolus Rex

Primo Victoria

Bismarck

Swedish Pagans

To Hell And Back 




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