Rock'n'Road 2013
10/08/13 - Ex campo militare, Bellinzona (CH)


Articolo a cura di Gaetano Loffredo
Era atteso come uno degli eventi di richiamo dell’estate ticinese e ha superato le più rosee aspettative. L’edizione 2013 del Rock’n’Road è stata un successo da tutti i punti di vista e gli oltre dodici mila presenti nel momento clou, l’esibizione dei padroni di casa Gotthard, ne sono una lieta conferma: il Rock in ticino? Si può! Quella di portare tutto il pacchetto nel cuore di Bellinzona, all’interno dell’ex campo militare, è stata una grande intuizione: la location, circondata dai monti, non è soltanto capiente, verde e suggestiva grazie ai Castelli che la sorvegliano dall’alto, ma anche decisamente ventilata. Un dieci agosto senza l’afa di Caronte è proprio quello che ci voleva per affrontare una giornata così ricca di appuntamenti.

Già, perché Rock’n’Road non è soltanto musica, ma anche motori: auto americane e motociclette customizzate hanno fatto da cornice alla luce del giorno; tanti gli stand presenti e molto alta la qualità del beveraggio anche se per la prossima edizione è bene che ci sia la presenza fissa di almeno un paio di quelli dedicati al cibo a causa delle lunghissime code formatesi dalle prime ore del pomeriggio nell’unico a disposizione. Vi ricordate la Battle Of The Bands? Il regalo aggiuntivo che l’organizzatore ha fatto ai finalisti è stato uno stage suppletivo che ha permesso a Sixty Miles Ahead, Make Plain, Celeb Car Crash e Miss Scarlett di alternarsi e di far conoscere la propria musica, tra l’altro presentati da un ospite d’eccezione: Dr. Feelgood di Virgin Radio.

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Alle 20.30 puntuale l’ingresso sul main stage dei vincitori del concorso, gli italiani Rhyme, che hanno offerto una prestazione di grande spessore di fronte ad almeno cinque mila anime che in quel momento coprivano il parterre in attesa dei Gotthard. I ragazzi si sono esibiti con il piglio dei grandi del Rock senza cedere di un millimetro nel tempo messo loro a disposizione. La scaletta proposta è da considerare un best of dei due dischi all’attivo, “Rise Again” e “Step Aside” dal primissimo “Fi(R)st” e tutto il resto estratto dall’acclamato “The Seed And The Sewage” di cui segnaliamo la potente “Manimal” e il singolone “Brand New Jesus”. Non stupiscono né la reazione del pubblico in quel di Bellinzona, né i commenti dei giorni successivi: i Rhyme hanno le carte in regola per sfondare e hanno vinto con pieno merito il contest di Rock’N’Road, non credete?

L’ingresso dei Gotthard è trionfale, il pubblico presente li ha venerati come oracoli da inizio a fine show e il primo pensiero va subito a Nic Maeder, il cantante che ha sostituito il compianto Steve Lee (sempre nei nostri cuori), che ha fatto un salto qualitativo non indifferente in due anni di attività con la band. La scaletta è tra le più corpose del tour di “Firebirth” con bis ma anche tris: di solito la chiusura è affidata a “Anytime Anywhere”, invece qui si è andati oltre con “Make My Day” e la perla “Mighty Quinn” che forse non tutti sanno trattarsi di uno dei classici senza tempo di Bob Dylan, pubblicata sull’album G. dei Gotthard e presto divenuta un cavallo di battaglia per Leo Leoni & soci. Detto questo, lo show è scivolato via alla grande, i momenti topici sono rappresentati dall’ingresso dei Luzerner Düdelsack-Bläsern Bag Pipe su un brano tra i più amati dell’ultimo disco “Yippie Aye Yay”, e la presenza di quartetto d’archi e violoncello durante il set di ballate, “Falling”, “Tell Me” e l’immancabile “Heaven”, quella che insieme a “One Life, One Soul” rende più vivo il ricordo di Steve Lee.

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Imprescindibili i pezzi più rock, “Siter Moon”, “Hush”, “Mountain Mama” e “Top Of The World” su tutti, con un Leo Leoni come al solito ispirato da venue e pubblico tanto da salire in cattedra prima con gli assoli fulminanti fuoriusciti dalla consueta Gibson Les Paul poi con quelli della Diavoletto per un divertente siparietto sulla base dei classici AC/DC. Da segnalare infine i suoni perfetti (ma dalle retrovie ci segnalano un volume un po’ basso), i fantastici schermi in alta definizione posti a lato del palco e la grandiosa regia della televisione Svizzera che ci ha deliziato durante tutto il concerto con primi piani eccezionali. Cliccate QUI se volete vedere le foto più belle del concerto dei Gotthard, non ne troverete di meglio.

Doverosi infine i ringraziamenti: Sabrina Princigalli e il suo staff di Horaay Groop, perché è lei prima di tutti ad averci creduto, il comune di Bellinzona, i volontari, i gruppi emergenti, i Gotthard e tutti coloro che hanno reso possibile in Ticino (e non è poi così facile, credetemi) una giornata come questa. Lunga vita al Rock ‘n’Road, noi siamo già curiosi di sapere quali saranno le sorprese per l’anno prossimo perché se ancora non lo sapete beh… è già stata confermata l’edizione 2014, e si parla di una due giorni infuocata…


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