Pistoia Blues Festival: James Blunt + Five To Ten
13/07/18 - Piazza Duomo, Pistoia


Articolo a cura di Ilaria Pia

Il Pistoia Blues Festival è arrivato ormai alla sua 39esima edizione, e come tutti gli anni vivacizza l' estate dei suoi spettatori con cinque date all'insegna della musica di grandi autori chiamati a esibirsi sotto l'ombra del duomo della città. La location del festival è indubbiamente uno dei punti di forza dell'evento: nella prima metà di luglio, il centro storico di Pistoia pullula di turisti e musicisti che si esibiscono nei locali e nelle piazze del centro creando un clima intimo e allo stesso tempo vivace che fa da cornice perfetta per accogliere gli ospiti principali in piazza Duomo. Dopo le performance di due grandi nomi della musica quali il britannico Graham Nash e la canadese Alanis Morisette, tocca ad un'altra star di origini inglesi calcare il palco pistoiese in questa edizione 2018. Giunti nel cuore del festival, introdotto dai Five To Ten, l'ospite centrale della serata è infatti James Blunt: con un passato da comandante nell'esercito inglese decide di lasciare la carriera militare per dedicarsi a quella artistica e, firmato un contratto con la Custard Records nel 2004, in questi 14 anni di attività il cantautore ha pubblicato ben cinque album ed i suoi singoli hanno ottenuto un successo dopo l'altro trasportando l'artista tra gli autori di riferimento nella musica pop -alternative di questi giorni.

 

Prima ancora di raggiungere il palco principale veniamo catturati dalla voce di Federico Biagetti che con la sua band ci regala un'ottima performance composta da cover dei grandi classici del rock. Poco più in là, in Piazza della Sala troviamo il Gas & Harpo Blues Duo che servendosi soltanto di una chitarra ed un'armonica ricreano sonorità blues che, in un attimo, ci proiettano nella New Orleans del secolo scorso.

 

Intanto si aprono i cancelli e, mentre il pubblico continua ad arrivare, ci accingiamo ad ascoltare i primi ospiti che si esibiranno stasera sul palco principale del festival. I Five To Ten sono un trio romagnolo composto da voce, piano e batteria. Eccezion fatta per il loro fan club che li acclama dagli spalti, i tre artisti catalizzano presto anche l'attenzione di chi non li conosceva. Colpisce subito il loro abbigliamento: cappello a cilindro di un viola-fucsia sgargiante intonato con il pianoforte per Farian, giacchettino blu e rosso a doppiopetto, occhiali dalla montatura stravagante e pizzetto arruffato per il batterista Fax e ribelli riccioli rossi per Silvia De Santis, frontwoman e cantante. I ragazzi sembrano tre personaggi appena spuntati da "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie". La loro musica invece ha un carattere meno eccentrico ma comunque interessante, i brani rigorosamente in inglese sono dominati dalla voce energica e graffiante di Silvia. Al singolo "Right Thing" estratto dal loro ultimo album: "Stupid Now" seguono altri nuovi pezzi come "Super Hero" , "Mrs. Babayaga" e "Summer Song". Finché dopo una rockettara cover di "Beat it" non arriva il momento per Silvia di salutare il suo pubblico annunciando l'arrivo dell'ospite più atteso della serata.

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Dopo una breve pausa ed un cambio di scena ecco che, tra l'entusiasmo generale, fa il suo ingresso James Blunt. Il suo The After Love Tour, che già lo aveva portato nella nostra penisola con tre concerti a Roma, a Firenze e a Milano lo scorso novembre, attraversa nuovamente l'Italia con cinque date concentrate tra il 10 ed il 17 luglio. "The Afterlove" è infatti il nome del suo ultimo album pubblicato nel 2017 che il cantante sta portando in giro per il mondo da ormai quasi un anno. Con i suoi toni decisamente più Pop rispetto al Blunt degli esordi anche quest'ultima pubblicazione riesce a fare breccia sull'audience eterogenea dell'autore britannico, che comprende anziani, famiglie con bambini, ragazzi e giovani coppie. 
Il concerto si apre con "Heart To Heart", singolo estratto dal suo precedente lavoro "Moon Landing", seguita dalla meno recente ma non meno nota "I'll Take Everything". Tornando ancora più indietro nel tempo, sulle note di "Wisemen", brano tratto dal suo album di debutto, il pubblico in platea si alza per riversarsi sotto al palco e si leva un coro tra la folla alle parole "Got to ask yourself the question , Where are you now?" . Tra le canzoni tratte dal suo ultimo LP, caratterizzato da uno stile generalmente più orecchiabile, meno malinconico rispetto alle sue precedenti pubblicazioni, fa eccezione la ballata "Time Of Our Lives" scritta dal cantautore britannico insieme ad Ed Sheeran uno dei nomi più noti nel mondo del Pop. I due cantanti sono infatti legati da una forte amicizia e lo scorso anno hanno condiviso il palco per molte date un po'in tutti gli Stati Uniti. Spicca inoltre "Someone Singing Along", che come si può facilmente dedurre dal testo e dal videoclip ufficiale del pezzo risulta politicamente più impegnato. E di questo James non fa mistero, anzi: sottovoce, quasi a voler condividere un "segreto"con i suoi fan italiani, svela che il messaggio della canzone è rivolto ad un ben noto personaggio statunitense che attualmente occupa la carica di presidente alla Casa Bianca.

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Con"High", singolo di debutto dell'artista, che nel lontano 2004 segnò il suo primo passo verso la fama, James torna a invocare l'aiuto del pubblico e gli acuti di "high" si levano dalle tribune. Scherzando sulla sua statura minuta l'ex comandante imbraccia dunque un ukulele, da lui definito come "la sua chitarra preferita" perché lo fa sembrare "più grosso" e, seguito dai battiti delle mani che si levano al cielo della platea, intona l'allegro motivo di "Postcards".
Lo sfondo del palco si tinge di rosso e mentre le chitarre elettriche riempiono il palco con suoni dallo stile rock-progressive, sulle note di "So Long Jimmy" il pubblico che era stato precedentemente rimandato al suo posto torna di corsa sotto al palco per godersi lo show in prima linea. L'emozione è massima quando i primi accordi della chitarra introducono quello che è ad oggi il più noto e di certo il più romantico brano di James Blunt: "You're Beautiful".

 

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La serata continua con alcuni dei suoi ultimi brani, che lontani da quel gusto intimo e malinconico di "Back To Bedlam", riflettono bene l'umore di chi, raggiunto ormai il successo, ha il piacere di risiedere in una villa ad Ibiza. A conclusione dello spettacolo, accompagnato da un gioco di luci che illuminano la piazza, si pone il singolo "Bonfire Heart", tratto dal suo quarto album. 
Termina così il terzo concerto del Pistoia Blues Festival 2018, ma per chi ancora non è stanco la serata è sempre lunga tra le mura di Pistoia e, per i più appassionati, nei prossimi giorni la città avrà qualche altro spettacolo irresistibile da regalarvi!

 

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Setlist:

 

Heart To Heart

I'll Take Everything

Wisemen

Time Of Our Lives

Someone Singing Along

Goodbye My Lover 

High

Lose My Number

Postcards

Make Me Better

Same Mistake

So Long Jimmy

You're Beautiful

Bartender

OK

Stay The Night

1973

Bonfire Heart




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