Orange Goblin - International Tattoo Expo Roma 2018
04/05/18 - Planet, Roma


Articolo a cura di Salvatore Dragone
Polvere e sabbia del deserto, anche se solo per una notte, si sono magicamente posate sulle strade di Roma. E' ciò che è successo ieri in occasione dell'afterparty dell'International Tattoo Expo 2018, la 19^ edizione di una delle manifestazioni internazionali di punta per tutto quel che riguarda l'universo del tatuaggio e del suo life-style, che si è celebrato all'insegna dello stoner rock più duro e selvaggio. L'accostamento tatuaggi-musica, del resto, è un pò come cacio-maccheroni o pizza-birra, inevitabile che la cosa ci piaccia da matti. Protagoniste di questa serata ad alto voltaggio sono state alcune band di culto della scena italiana come gli Zippo e L'Ira del Baccano, ma sopratutto gli inglesi Orange Goblin, veri maestri del blues nella sua veste più sporca e cattiva.
 
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Il gruppo londinese, che in Italia gode di un certo seguito con molti live alle spalle, è alle prese con la promozione del loro nono album in studio "The Wolf Bites Back" in uscita a metà giugno, motivo per il quale il concerto in programma al Planet diventa una buona scusa per dare una "sbirciatina" al nuovo materiale di Ben Ward e soci. Non appena il quartetto mette piede sul palco e attacca i propri amplificatori una gigantesca onda sonora si abbatte sul pubblico come da vera tradizione stoner. Le note cavernose di "Scorpionica" sono solo i primi schiaffoni che arrivano dritti in faccia dall'impianto audio, messo a dura prova per tutto lo spettacolo da un mix davvero esagerato nei volumi: ogni qualvolta Chris Turner colpisce uno dei pezzi del suo set di batteria sembra di sentire un tuono scoppiare in sala, così come le vibrazioni gravi del basso Martyn Millard, che scivola le dita sullo strumento come un indemoniato, trascinano via come un fiume in piena. Fortunatamente, ed è la cosa più importante, gli strumenti sono ben bilanciati tra di loro permettendo di cogliere così tutti i passaggi che caratterizzano i riff che tanto devono a Black Sabbath e Motorhead ("The Devil's Whip").
 
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Nel corso dell'ora e mezza di set gli Orange Goblin, spinti da Ward letteralmente spiritato, si conquistano facilmente chiome fluttuanti nell'aria e corna al cielo pescando a piene mani tanto nella loro discografia passata che quella più recente, tirando fuori molti dei cavalli di battaglia quali "Quincy The Pig Boy" e "Mad Rats" (uno dei due pezzi inclusi in "Coup De Grace" con ospite d'eccezione John Garcia) o la chicca "Time Traveling Blues", unico brano che allenta per un attimo i ritmi forsennati degli inglesi. Due invece le anticipazioni del nuovo album: "Sons Of Salem", unico singolo già pubblicato, e la titletrack "The Wolf Bites Back", forse tra le primissime volte ad essere eseguita in sede live. Dopo aver concesso un breve bis per lasciare spazio agli Zippo, gli Orange Goblin si congedano stringendo le mani delle prime file e con la promessa di tornare a trovarci molto ma molto presto.


Setlist
Scorpionica
The Devil's Whip
Saruman's Wish
Sons Of Salem
The Filthy & The Few
Turbo Effalunt (Elephant)
Man Who Invented Time
Made Of Rats
Your World Will Hate this
Some You Win, Some You Lose
The Wolf Bites Back
The Fog
They Come Back (Harvest Of Skulls)
Time Traveling Blues

Encore
Blue Snow
Quincy The Pig Boy
Red Tide Rising




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