Opeth - In Cauda Venenum Tour
09/11/19 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Federico Barusolo
"I see there are many of you tonight, and that makes us happy... more money".


Effettivamente eravamo in tanti a riempire la sala dell'Alcatraz di Milano, per l'occasione estesa al massimo della sua capacità. In città è arrivata una band che è un simbolo, il simbolo di un genere che è in realtà una miriade di generi, in città ci sono gli Opeth, e nessuno vuole perderseli.


Il tour appena intrapreso porta nell'unica tappa del nostro Paese il recente, ottimo lavoro in studio "In Cauda Venenum" e vede come spalla del leggendario quintetto Svedese gli ancor più nordici The Vintage Caravan, giunti dalla piccola Islanda. Un onore per il trio Hard Rock essere stati scelti e voluti personalmente dal leader degli Opeth Mikael Åkerfeldt, onore ampiamente ripagato dall'energia messa in campo dalla band.

 

oskar_01

 

I The Vintage Caravan salgono sul palco molto presto, davanti ad una sala già molto nutrita e riescono in breve a conquistare gli applausi di un pubblico notoriamente dal palato molto fine. L'esibizione è pura energia, il rock dal forte sapore settantiano si fa apprezzare per la sua schiettezza e per l'effettiva tecnica e affiatamento dimostrati sul palco. Il repertorio spazia gli ultimi tre lavori in studio della band e snocciola assoli travolgenti del chitarrista e cantante Óskar Ágústsson tra le cavalcate di basso di un frenetico Alexander Númason. Da segnalare le performance travolgenti di "Set Your Sights", "Innerverse" e "On The Run", in una scaletta di grande immediatezza nella quale hanno comunque potuto trovare posto passaggi di maggiore profondità.

 
Poco dopo le 20, sulle note registrate della breve intro del nuovo album, entrano in scena gli Opeth, passando dalla nuovissima "Svekets Prins" alla più classica "The Leper Affinity", dall'album capolavoro "Blackwater Park".


Primo appunto: Mikael sa ancora growlare, eccome se lo sa fare. Così nella prima parte si alternano brani storici del gruppo, come "Reverie/Harlequin Forest", ai pezzi nuovi, rigorosamente cantati in svedese. Così anche "Hjärtat Vet Vad Handen Gör" viene per la prima volta apprezzata dal pubblico italiano. L'intera formazione è in grande spolvero, con la presenza sempre impeccabile del bassista storico Martin Mendez e la presenza potenziata di Joakim Svalberg alle tastiere, complete di mellotron e organo hammond.

 

mikael2

 

Il leader della band scherza parecchio con il pubblico, sfoggiando tutto il suo humor nordico tra un brano e l'altro, di cui la riga in apertura di questo articolo è esempio. Åkerfeldt ha però anche parole al miele per l'Italia, ricordando come dei brani "strani" come gli eseguiti "Nepenthe" e "Moon Above, Sun Below" siano frutto della sua passione per la storia del prog nostrano, oltre a sottolineare come - nel corso del primo tour eseguito - i primi applausi e segni di apprezzamento ricevuti fossero proprio in un concerto a Roma. "You were the first ones to believe in us".


Dopo un'estesa esecuzione della splendida "Hope Leaves", il finale di concerto è pirotecnico. "Allting Tar Slut" porta in scena il lato più doom di "In Cauda Venenum", prima di un encore mozzafiato composto da "Sorceress" e "Deliverance". L'adrenalina è al massimo ed il pubblico evoca a gran voce i protagonisti sul palco con i corrispondenti italiani dei loro nomi. Michele, Federico, Gioacchino e i due Martino sembrano gradire.


Un concerto degli Opeth è il massimo della goduria per gli appassionati di progressive metal e quello dello scorso sabato non ha fatto eccezione. La band si è mostrata ancora una volta in perfetto spolvero, certo, non a livello di energia "fisica" dei componenti, sempre attenti e ligi al proprio impeccabile lavoro nel proprio esatto metro quadrato di palco, ma è la tecnica sopraffina e l'incredibile spinta della solida e fidata sezione ritmica nelle mani di Mendez e Axenrot sono la vera forza assoluta di questo quintetto, quella che fa defluire la folla su via Valtellina con ancora i brividi addosso.

 

mikael 

 

Setlist The Vintage Caravan:

 

Reflections
Crazy Horses
Set Your Sights
Innerverse
Babylon
Expand Your Mind
On the Run
Midnight Meditation  

 

 

Setlist Opeth:

 

Svekets Prins
The Leper Affinity
Hjärtat Vet Vad Handen Gör
Reverie/Harlequin Forest
Nepenthe
Moon Above, Sun Below
Hope Leaves
The Lotus Eater
Allting Tar Slut

 

Encore:
Sorceress
Deliverance

 




Recensione
Satyricon - Rebel Extravaganza [Remastered]

LiveReport
Ghost - A Pale Tour Named Death 2019 - Mantova 05/12/19

Intervista
Skillet: John Cooper

Recensione
Nightwish - Decades: Live In Buenos Aires

Speciale
Toliman - Abstraction

LiveReport
Cult of Luna – European Tour 2019 - Milano 03/12/19