Myles Kennedy - Year Of The Tiger Tour 2018
18/07/18 - Teatro Dal Verme, Milano


Articolo a cura di Mattia Schiavone

Solo pochi mesi fa, con ancora negli occhi e nelle orecchie il battesimo solista di Myles Kennedy in Italia, ci chiedevamo quanto tempo sarebbe passato prima di poter rivedere il frontman degli Alter Bridge in questa nuova veste. Fortunatamente la risposta non ha tardato ad arrivare e il musicista è tornato nel Belpaese per ben tre date, inaugurando la leg in una location d'eccezione come il Teatro Dal Verme di Milano, che si è rivelata una sede perfetta per accogliere e coadiuvare uno show di livello eccezionale.

 

La fila fuori dal teatro è considerevole ed è ancora molta la gente che deve prendere posto in sala quando Dorian Sorriaux sale sul palco, accompagnato solo da una chitarra acustica. Il chitarrista dei Blues Pills (che l'anno scorso avevamo ammirato proprio in tour con gli Alter Bridge) ha appena pubblicato "Hungry Ghost", primo EP solista. Proprio da questo lavoro sono tratti i pezzi proposti dal musicista, che, oltre ad una buonissima tecnica, dimostra di avere un timbro che si adatta bene al genere proposto. In questo modo Sorriaux è stato in grado di lasciare un ottimo ricordo ai presenti, che hanno apprezzato e applaudito con convinzione l'esibizione.

 doriansorriaux

 

Una volta conclusa la prima esibizione della serata, la pausa è breve e mentre gli ultimi arrivati prendono posto, il palco viene adornato con quattro candele che circondano gli amplificatori e la batteria. Proprio questa è la maggiore novità rispetto al concerto di aprile: durante queste date Kennedy è accompagnato da Tim Tournier al basso e Zia Uddin alla batteria, compagno del cantante ai tempi dei Mayfield Four. La scelta di non presentarsi nuovamente da solo sul palco risulta vincente sotto diversi aspetti. Oltre ad evitare di proporre uno show fotocopia di quello visto poco tempo fa, in questo modo è possibile rendere l'esibizione più varia e frizzante, senza perdere comunque l'intimità tipica della dimensione acustica e alternandola all'utilizzo di chitarre elettriche.

 

Anche in questa occasione l'introduzione viene affidata a "Devil On The Wall", che ricalca maggiormente l'originale in studio grazie alla presenza di tutti gli strumenti. Fin da subito l'acustica da teatro è semplicemente perfetta e permette al pubblico di godersi ancora di più ogni sfumatura sonora proposta dai tre, con in primo piano ovviamente la fenomenale voce di Myles, sempre in ottima forma nonostante i continui impegni. Lo show prosegue con altri estratti da "Year Of The Tiger", che questa volta viene suonato quasi interamente. Dopo l'epica "The Great Beyond", è il turno della più melodica "Ghost Of Shangri La" e del singolo "Hunted By Design", che viene concluso con un magnifico inserto strumentale. Il pubblico batte le mani senza sosta e risponde cantando tutti i brani e dimostrando di aver apprezzato non poco l'ultimo lavoro di Kennedy. Durante lo show sono diversi i momenti in cui il cantante viene lasciato da solo sul palco con la fidata chitarra ed è in questa veste che vengono eseguite "Starlight", "Mars Hotel" e "Addicted To Pain" nella riuscitissima versione riarrangiata. Fa sorridere il fatto che all'acustica "Turning Stories" vengano invece aggiunti gli strumenti elettrici, ma anche in questo caso la scelta si dimostra perfetta.

 myleskennedy

 

Come già visto in precedenza, con i riflettori puntati solo su di lui, l'artista si trasforma in un vero showman: sono diverse le occasioni in cui ride e scherza con il pubblico, oltre a raccontare aneddoti come la bella storia dell'origine dei Mayfield Four, raccontata insieme a Uddin prima di suonare "White Flag". Tra i momenti più emozionanti non può mancare ovviamente una favolosa performance di "Watch Over You", al termine della quale tutti i presenti si alzano per una clamorosa standing ovation e rimane in piedi a cantare e ballare sui piacevoli ritmi di "World On Fire" e "Year Of The Tiger". L'encore è dedicato alla ballad "All Ends Well" e all'intensa "Love Can Only Heal", con la quale Myles saluta la platea impazzita stringendo mani e ringraziando tutti.

 myleskennedymilano

 

Risulta difficile trovare nel panorama rock attuale un musicista del livello di Myles Kennedy, in grado di inanellare una così corposa serie di lavori e performance di alto respiro, indipendentemente dal progetto. Il cantante ha trovato la propria dimensione anche in versione solista, riuscendo a intrattenere il pubblico non solo con il suo talento smisurato, ma anche con una buonissima presenza scenica, aspetto che in precedenza l'aveva forse un po' penalizzato. Considerata la mole di pubblico presente ogni sera, è molto probabile che il desiderio di rivederlo in questa chiave dopo i prossimi album e tour con Slash (a settembre) e gli Alter Bridge (l'anno prossimo) verrà realizzato. Forse il meglio deve ancora venire.

 

Guarda QUI la fotogallery completa dell'evento.

 

Setlist Myles Kennedy:

 

Devil on the Wall
The Great Beyond
Ghost of Shangri La
Haunted by Design
Starlight
Mars Hotel
Addicted to Pain
Turning Stones
Blind Faith
The Trooper (Iron Maiden cover)
White Flag
Songbird
Watch Over You
Travelling Riverside Blues (Robert Johnson cover)
World on Fire
Year of the Tiger
All Ends Well
Love Can Only Heal




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