Metallica - Worldwired Tour 2019
08/05/19 - Ippodromo di San Siro, Milano


Articolo a cura di Mattia Schiavone

"The show must go on". Neanche il freddo e la pioggia che hanno investito Milano sono riusciti a fermare i Metallica e l'entusiasmo della loro Metal Militia, che, nonostante le basse temperature, si è riversata all'Ippodromo di San Siro, dando prova ancora una volta dell'indissolubile legame che da anni si è venuto a creare tra la band e l'Italia. È passato solo un anno dagli ultimi show dei Four Horsemen sul suolo tricolore, ma non ci sono scuse che tengano: quando i Metallica chiamano, il loro esercito risponde e, nonostante le condizioni avverse, anche il concerto di ieri sera è andato incontro ad un prevedibile sold out. Come se non bastasse la portata principale, il quartetto è accompagnato in questo tour da due band tanto diverse quanto azzeccate: i Ghost, che hanno ormai da alcuni anni un seguito invidiabile, e i Bokassa, che con il loro stoner-punk hanno stregato proprio Las Ulrich e il resto della band, venendo scelti come opener del Worldwired Tour.

 

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Dopo la lunga e fredda attesa, tocca proprio al trio norvegese riscaldare gli animi. Non deve essere semplice esibirsi prima di band come i Ghost e i Metallica, ma i Bokassa hanno dimostrato, nel poco tempo a loro disposizione, di saperci fare. L'energia selvaggia che sprigiona dagli amplificatori del trio è notevole e contagiosa, tanto da coinvolgere immediatamente i fan. I ritmi indiavolati dei brani sono in perfetto equilibrio tra la potenza dello stoner e la folle velocità del punk e la band si muove sul palco come se avesse molta più esperienza di quella accumulata. I tre hanno presentato al pubblico pezzi dall'esordio in studio "Divide & Conquer", dando anche un assaggio del nuovo album in uscita a giugno. È probabile che in futuro sentiremo parlare di loro.

 

 

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La gocce di pioggia smettono di cadere, mentre il palco viene addobbato e preparato per il rituale dei Ghost. La band di Tobias Forge è apprezzata e attesa dalla quasi totalità del pubblico presente, che esplode in urla di giubilo quando il Cardinale accompagnato dai Nameless Ghoul entrano sul palco, tenendo le redini di uno show apprezzatissimo dal pubblico. La setlist si snoda attraverso i brani più famosi della band, dando quindi maggiore spazio a "Meliora" e all'ultimo arrivato "Prequelle", dal quale vengono suonati ben cinque estratti. Anche se la location non era delle migliori per godersi l'inquietante e dissacrante atmosfera che si respira durante uno show dei Ghost al buio e al chiuso, la performance è stata decisamente apprezzata dai presenti, che hanno cantato instancabilmente tutti i brani, dimostrando un forte attaccamento verso la band.

 

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L'attesa per gli headliner è lunga ed estenuante, ma proprio quando parte del pubblico inizia a dare segni di insofferenza, ecco che le note de "L'Estasi Dell'Oro" del Maestro Morricone riempiono l'aria, accolte da un boato. I Cavalieri entrano sul palco sulle note di "Hardwired" e danno il via a due ore e mezza di fuoco e fiamme, alzando fin da subito a dismisura la bassa temperatura milanese. Come nelle prime date in Portogallo e Spagna, anche in questo caso, si alternano brani nuovi e vecchi (come la favolosa "Ride The Lightning"), accolti trionfalmente e testimoni di un'epoca che non verrà mai dimenticata, neanche da chi non ha potuto viverla. Gli anni '80 rieccheggiano con furia dagli innumerevoli amplificatori posti sul palco e la foga assassina dei primi capolavori della band si riflette negli occhi dei giovanissimi alla loro "prima volta", come in quelli degli esperti metallari che hanno già vissuto tante volte momenti come questi, ma che ogni volta si meravigliano esattamente come 30 anni fa.

 

Tra gli album più suonati, oltre all'ultimo "Hardwired... To Self-Destruct" c'è anche l'omonimo “Black Album”, dal quale viene tratta, dopo innumerevoli anni, anche "The God That Failed", oltre ad una apprezzatissima "The Unforgiven", che va a suggellare un momento magico e colmo di emozioni. "Moth Into Flame" e "Sad But True" fanno fuoco e fiamme, prima di tornare ai tempi di "St. Anger" con la titletrack, che (bisogna dirlo) dal vivo guadagna molto rispetto alla bistrattata versione in studio.

 

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I quattro splendono di luce propria e sono tutti in forma strepitosa, anche se i riflettori sono maggiormente puntati su James Hetfield, frontman metal per eccellenza. La riverenza con cui i fan urlano il suo nome è assoluta e il cantante riversa tutta la propria energia sulla folla, senza mai risparmiarsi. Ma i tre compagni non rimangono certo sullo sfondo. Kirk Hammett corre e salta continuamente per tutto il palco, arrivando a scivolare sulla passerella, per fortuna rialzandosi immediatamente con un sorriso, mentre Robert Trujillo si prende la scena con un magnifico assolo di basso, inaugurato con una cover di "El Diablo" dei Litfiba.

 

La pioggia torna a cadere con insistenza proprio quando i Metallica iniziano a sparare senza pietà sul pubblico tutte le proprie cartucce migliori, trasformando l'Ippodromo in un catino ribollente. "One", con la sua magnifica scenografia (resa ancora più surreale dalla pioggia), viene seguita da "Master Of Puppets", inno senza tempo che risveglia un'energia primordiale nei presenti. Il climax continua con "For Whom The Bell Tolls", "Creeping Death" e la leggendaria "Seek & Destroy", sulla quale tutto il pubblico salta impazzito. Una breve pausa permette a tutti di riprendersi dopo l'esaltante cavalcata, prima che l'encore venga inaugurato con "Lords Of Summer" (finalmente proposta nella versione definitiva dal vivo) e che venga messa la parola fine con le sempreverdi "Nothing Else Matters" e "Enter Sandman", conclusa con i magnifici fuochi d'artificio.

 

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I Metallica scendono nuovamente dal palco da vincitori. I volti radiosi che si incrociano una volta concluso lo show sono l'ennesima prova di quanto possa significare per gli amanti della musica questa band leggendaria, capace di regalare uno show con la stessa energia di 35 anni fa. Quanto previsto dallo stesso Hetfield nel lontano 1983 sulle note di "Whiplash" trova ancora oggi la sua perentoria conferma: i Metallica non si fermeranno mai.

 

Setlist Metallica:

 

Hardwired
The Memory Remains
Ride the Lightning
The God that Failed
The Unforgiven
Here Comes Revenge
Moth Into Flame
Sad but True
Halo on Fire
St. Anger
One
Master of Puppets
For Whom the Bell Tolls
Creeping Death
Seek & Destroy
Lords of Summer
Nothing Else Matters
Enter Sandman




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